Bacchettate azzurre ai consiglieri assenteisti

Della Bianca (Fi) striglia i colleghi che a Tursi non fanno opposizione

Si guarda intorno e vede poltrone vuote. Non ci sta, Raffaella Della Bianca, a fare certe figuracce. Peggio, a farle fare a Forza Italia. L’ultima seduta di consiglio comunale, si è ritrovata con soli cinque colleghi di partito a ribattere alle argomentazioni di sindaco e giunta. E si parlava di gronda, di infrastrutture.
«Soprattutto era un consiglio monotematico, chiesto dall’opposizione, cioè da noi, su un argomento chiave del futuro di Genova».
E voi non c’eravate?
«Eravamo in sei di Forza Italia, su 11».
I nomi, per favore.
«Con me erano presenti, dopo le 17, solo Giuseppe Costa, Stefano Balleari, Guido Grillo, Nicola Pizio, Matteo Campora. Per gli altri il consiglio è come se finisse sempre a una certa ora, dopo spariscono. Devo dire che anche il resto dell’opposizione era messa male. Di An non c’era nessuno dei due consiglieri, della Lista Biasotti erano presenti Walter Centanaro e Franco de Benedictis, come Gianni Bernabò Brea della Destra e Alessio Piana della Lega».
Opposizione dimezzata.
«Ripeto, in un momento di confronto chiesto da noi, e in un consiglio dove c’erano documenti da discutere e approvare».
La maggioranza era battibile?
«Loro erano tutti presenti, fino all’ultimo. Già con questi numeri è impossibile ottenere qualcosa, ma se non sosteniamo neppure le nostre battaglie».
A cosa sareste potuti arrivare?
«Beh, già al fatto che il sindaco non si sarebbe alzata per andare dal capogruppo del Pd a suggerirgli di sottolineare, nel suo intervento conclusivo, l’assenza dell’opposizione. E poi magari la Vincenzi avrebbe avuto gioco meno facile a respingere il nostro ordine del giorno».
Cosa chiedeva?
«Di presentare entro 10 giorni il tracciato della gronda. Invece, come al solito, il sindaco ha svicolato prendendo altro tempo per altri discorsi senza arrivare a nulla».
Lei come capogruppo però non ne esce rafforzata.
«Ne esce male l’opposizione. Più che chiamarli e richiamarli tutti non posso fare. Però vorrei dire che fare il consigliere comunale non è un obbligo, siamo anche mal pagati se è per questo. E credo che anche il partito dovrebbe intervenire, perché gli eletti rispondono al mandato dei loro elettori, ma anche di quello di chi li ha candidati».\