Tra Bach e Ovidio delle Metamorfosi molto «musicali»

Ton Koopman dirige la cantata profana «La contesa tra Febo e Pan», tra gli spartiti più enigmatici del compositore tedesco

La contesa tra Febo e Pan, una delle rare cantate profane di Bach, con la direzione di Ton Koopman, si ascolta per la prima volta nella storia nei concerti dell’Accademia. In realtà il titolo originale della cantata è «Voi, veloci e vorticosi mulinelli», e suona come un invito alle forze della natura perché si plachino e si possa dare il via alla sfida musicale.
Si tratta di una cantata fra le più belle, ma anche della cantata dei record: la più lunga - ben quindici numeri musicali distribuiti fra orchestra solisti e coro; e due cori con l’organico al completo si ascoltano in apertura e chiusura dell’opera - della cantata con più personaggi, ben sei - Febo e Pan, gli sfidanti (due bassi), impegnati in una gara di canto; Tmolo e Mida (due tenori), i giudici di gara; e gli dei Momo e Mercurio(due voci femminili, soprano e contralto) con diversi ruoli nella vicenda che si configura come un vero e proprio «dramma per musica», su soggetto mitologico dalle Metamorfosi di Ovidio.
Quanto a record, la cantata ne vanta ancora un altro: l’aver collezionato il maggior numero di interrogativi irrisolti per gli studiosi: non si conosce esattamente la data della composizione (si ipotizza sia stata scritta a Lipsia: 1723-1750); non se ne conosce la destinazione (ma se vale l’ipotesi precedente, allora si può pensare al Caffè Zimmermann, come luogo destinatario dell’esecuzione); e infine non si è chiarita definitivamente né la finalità concreta della composizione (se, cioè, è da mettere in relazione a qualche episodio di dissenso nella carriera del musicista), e neppure una seconda finalità, quella celata sotto la simbolica contesa (per intenderci, Apollo-Bach, vincitore della sfida, potrebbe celebrare la vittoria della bellezza e dell’equilibrio sulle novità alla moda, introdotte di continuo nella musica e impersonate da Pan). Seguendo Ovidio, il giudice Mida, che non ha votato per Febo, si becca, simbolicamente, un paio di orecchie d’asino.
Prima di Bach, Mozart. Koopman dirigerà l’Orchestra dell’Accademia in una celebre sinfonia di Mozart (Sinfonia in do maggiore, K 425), conosciuta anche come «Sinfonia di Linz», dalla città dove fu composta in soli quattro giorni, durante un viaggio del musicista, di ritorno da Salisburgo a Vienna, per compensare il conte Thun della cortese ospitalità, secondo quanto ne scrive Mozart medesimo in una lettera: «il prossimo 4 novembre darò un gran concerto in teatro e, non avendo portato con me nessuna Sinfonia, ne sto scrivendo una a gran velocità, perché devo averla finita per quella data».
Auditorium. Sala Santa Cecilia. Oggi alle 18; lunedì 26 alle 21; martedì 27 alle ore 19.30. Info: 06.8082058.