Il «bacio telefonico» di Fazio diventa un caso mondiale Il Financial Times: si dimetta

Silvia Marchetti

da Roma

Il «caso Fazio» è balzato agli onori delle cronache planetarie. Il Financial Times, bibbia del mondo finanziario, chiede tout court le dimissioni del Governatore della Banca d’Italia. Quel bacio «telefonico» di Fiorani, ironizza il quotidiano, sarebbe stato il «bacio della morte» di Antonio Fazio, oggi «sotto il fuoco». Il «governatore-interventista», reo di aver creato un «sistema finanziario sottosviluppato» e di aver ostacolato la riforma bancaria, farebbe meglio dunque a lasciare la poltrona. Secondo il Ft, sarà compito del prossimo governo che salirà in carica modificare ruolo e statuto di Bankitalia.
E così, mentre sulla stampa internazionale proliferano gli attacchi al banchiere centrale italiano, il «fronte» interno diventa sempre più scottante. Il Consiglio dei ministri ha rinviato «l’esame» del sistema bancario e del comportamento tenuto da Fazio al prossimo tre agosto, ma secondo rumors del governo c’è la possibilità che la relazione di Siniscalco slitti a dopo le vacanze. Tutto il tempo necessario per calmare le acque e decidere sulla situazione. La maggioranza è infatti divisa tra i fazisti e chi intenderebbe invece inserire nel ddl sul risparmio il mandato a termine del Governatore. Siniscalco continua a citare «le pressioni dei mercati internazionali» che spingono il governo ad agire, mentre Berlusconi avrebbe paura di compromettere l’indipendenza di Palazzo Koch. «Non c’è la forza per farlo dimettere - avrebbe confidato - non c’è la legge. Se il governo prende posizione contro il Governatore, e lui resta al suo posto, si rischia uno scontro istituzionale». La cautela è dunque d’obbligo, in gioco c’è la reputazione dell’Italia. Il Paese rischia infatti di subire un irreparabile danno d’immagine. Mentre la Bce, preoccupata per le ripercussioni del «dossier Bankitalia» sul mercato unico europeo, è irritata dal caso personale che è stato montato attorno alla figura del Governatore.
Il Ft Deutschland approfitta del «caso Fazio» per attaccare l’Italia: «Un’opa di un istituto di credito dell’Olanda, Paese poco significativo sul piano economico, ha spaventato così tanto l’alta finanza che hanno chiamato in aiuto il Governatore». L’italianità delle banche viene così inserita nella lista dei «mali» della penisola, dove «a parte i limoni non cresce più gran che». E puntuale come sempre, arriva l’affondo dell’Economist, che non si fa sfuggire l’occasione per attaccare l’Italia, il «grande malato d’Europa», insieme al suo premier, definito «unfit to rule». Il settimanale, che durante i casi Cirio e Parmalat e in pieno «risiko» bancario ha dedicato al governatore un articolo a numero, indica in Fazio il maggiore contributore al deficit di concorrenza del paese. Cinque anni fa, fu proprio l’Economist a fare le «pulci» al governatore, rivelando quanto intasca all’anno: ben 600.000 dollari, «cinque volte di più rispetto alla parcella di Alan Greenspan, presidente della Fed». Per il quotidiano francese Le Monde, Fazio è ormai un «monarca decaduto», che «per 12 anni ha fatto il bello e il cattivo tempo del Paese, favorendo i banchieri amici e bloccando i nemici». Colui che predica bene e razzola male: «Parla tanto dell’etica negli affari ma è il più agguerrito difensore dell’italianità delle banche». Insomma, come sottolinea il settimanale Usa Newsweek, un finto «seguace di san Tommaso», il filosofo medievale contrario alla speculazione finanziaria.