Le badanti si licenziano, figlia uccide la madre invalida

Dramma famialiare a Vercelli: un'insegnante in pensione ha strangolato la mamma di 93. Non voleva rinchiuderla in ospizio. "Non ce la facevo più ad andare avanti, ma non potevo abbandonarla"

Torino - Non voleva separarsi da lei e, abbandonata dalle badanti che l’aiutavano a prendersene cura, ha preferito ucciderla piuttosto che rinchiuderla in un ospizio: il dramma familiare si è svolto a Vercelli dove ieri sera Eliana Centrella, un insegnante in pensione di 65 anni, ha strangolato la madre di 93 anni, Carla Bosio, e poi si è costituita ai carabinieri. «Non ce la facevo più ad andare avanti, ma non me la sentivo di abbandonarla», ha raccontato agli uomini dell’Arma accorsi nel suo appartamento di corso Abbiate, di fronte all’ospedale di Vercelli, dove si è consumata la tragedia.

La matricida li aspettava con in mano la calza di nylon utilizzata per strangolare l’anziana. Stava seduta accanto al cadavere, ricomposto sul letto in cui la madre viveva ormai da anni. Nel 2000 la vecchiaia aveva reso invalida mamma Carla e da allora la figlia, che nel 1998 aveva lasciato la scuola dopo trent’anni d’insegnamento, si era occupata di lei. Sempre in silenzio, con discrezione e dignità, mossa dall’amore per quel genitore da cui non si era mai allontanata. Per restarle accanto non si era neppure sposata e non aveva avuto figli, che aveva rimpiazzato con l’affetto per i suoi allievi. Da quando, però, era andata in pensione «le era rimasta soltanto la madre», racconta Giuseppino Donetti, il preside del liceo Scientifico di Vercelli in cui Eliana Centrella insegnava Scienze. «Quell’anziana - dice - era tutta la sua vita». Con il passare del tempo, però, le sue giornate accanto alla madre erano diventate sempre più faticose.

E quando sabato scorso le due badanti che aveva assunto si erano licenziate, il mondo le era crollato addosso. «L’ho chiamata al telefono ieri sera - rivela Maria, una vicina di casa - e mi ha detto che era esausta». Per questo motivo aveva trovato un ospizio e lunedì avrebbe dovuto accompagnare la mamma presso la Piccola Opera Caritas di Vercelli. «Era quello che le avevamo suggerito tutti quanti», ricorda ancora Maria. Ma ricoverare l’anziano genitore, per Eliana Centrella, voleva dire abbandonarlo. Così ha preferito mettere fine ad ogni sofferenza, quella della madre e le sue. Le ha dato cena, l’ha messa a letto, le ha dato la buona notte e l’ha strangolata. Poi ha chiamato i carabinieri, è stata arrestata e, dopo aver confessato, è stata rinchiusa nel carcere di Vercelli. Tutto da sola, proprio come aveva fatto sempre.