Baffino impari lo stile Aznar

I giornali italiani hanno tanti difetti, e soprattutto ci sarebbero molte cose da dire sulla loro tendenza al gossip. Quest’estate abbiamo dovuto sorbirci pettegolezzi un po’ su tutti, inaccettabili intrusioni nelle vite private, abbiamo letto articoli e soprattutto visto fotografie sul nuovo amore di Mariastella Gelmini, sulla gita in barca a Ponza di Giorgia Meloni, sulla virilità del presidente della Camera e perfino sul bacio di Antonio Di Pietro a una sua collaboratrice. Verrebbe da dire che sono fatti loro - loro dei politici pizzicati - e che la stampa italiana è proprio di basso livello.
Però in questi stessi giorni negli Stati Uniti - un Paese che immaginiamo sempre più civile del nostro - la stampa che fa? Sono passate solo poche ore dalla nomination di Sarah Palin alla vicepresidenza che i giornali americani hanno già setacciato la sua vita, compresa naturalmente quella sotto le lenzuola, attribuendole di tutto. Dall’adesione a un partito indipendentista a una campagna di sostengo a un politico antisemita. Notizie false, come false sono le fotografie compromettenti fatte circolare: quelle che la ritraggono sulla copertina di Vogue o in minigonna di pelle sono fotomontaggi, quelle in cui si vede una donna nuda no, la donna è veramente nuda però non è Sarah Palin, è un’attricetta che le somiglia. L’ultima gentilezza - per dire il giornalismo anglosassone - è stata la bufala secondo la quale la madre dell’ultimo dei suoi cinque figli, il bambino down nato quest’anno, non sarebbe lei ma sua figlia. Sempre per stare alla stampa estera, anche dell’ex premier spagnolo Aznar hanno messo in giro una carineria: hanno scritto che è stato lui a ingravidare la ministra francese Rachi Dati.
Tutto questo premesso, veniamo al grave caso di disinformazione scoppiato in Italia ai danni di un politico. Dunque: l’onorevole Massimo D’Alema, già presidente del Consiglio, già ministro degli Esteri, già leader dell’ex Pci, uno che abbiamo rischiato di trovarci al Quirinale, insomma un pezzo grosso, si è sentito in dovere di far circolare un’indignata smentita: non è vero - contrariamente a quanto documentato in modo ci pare inoppugnabile da Novella 2000 - che sono caduto dal gommone. Questo ha detto D’Alema, furibondo per «come hanno tagliato la sequenza».
Ora: è vero che una caduta dal gommone è ben più grave di quel che hanno attribuito alla Palin e ad Aznar. Però, visto il self control di questi due, e visto come s’è incazzato D’Alema, ecco, insomma, forse non sono i giornali, quel che dobbiamo invidiare agli stranieri.