Bagarini ko con i biglietti nominali

Molti spettatori sono arrivati a San Siro almeno mezz’ora prima del solito per evitare lunghe attese. Tutti avevano già pronta in mano la carta d’identità per sveltire i controlli degli steward agli accessi

Andrea Indini

Prima di campionato al Meazza. L’inter scende in campo contro il Treviso. I tifosi nerazzurri, in fila alla biglietteria sud, quella di piazza Axum, sono alle prese con i nuovissimi biglietti nominali. Non si registrano particolari disagi né code ai cancelli, e i tre gol di Adriano mandano a casa tutti contenti.
«Non è cambiato niente rispetto all’anno scorso - spiega Stefano, un ragazzo di 27 anni -: sono venuto mezz’ora prima perché mi aspettavo lunghe code, invece tutto è filato tranquillo». Carta d’identità in mano e, nel giro di un paio di minuti, pronto il biglietto nominale. I tifosi che, ieri pomeriggio, sono entrati a San Siro con il proprio nome stampato sul biglietto sono stati poco meno di 5mila. «La considero un’ottima manovra - continua Stefano - soprattutto per la sicurezza dei tifosi». Secondo quanto riferisce la questura alla biglietteria sud si sono verificate code leggermente più lunghe del consueto dal momento che la procedura per l’emissione dei biglietti, con la verifica del documento d’identità, ha rallentato le operazioni. «I tifosi - commenta Giuseppe Rizzello, segretario esecutivo dell’Inter - hanno dimostrato molta pazienza sia alle casse sia agli ingressi, ci aspettavamo una situazione più difficile».
Poche le lamentele. «Mi va bene come sistema, ma non capisco - spiega Luigi, un signore di 43 anni - per quale motivo anche i biglietti che ho comprato per mio figlio e mia moglie portano il mio nominativo». «Che senso ha?», chiede la moglie. In molti, invece, si sono lamentati «perché i controlli sono stati piuttosto blandi». In realtà, spiegano gli addetti agli ingressi, «non possiamo controllare tutte le persone che entrano, così puntiamo sui soggetti sospetti». «La maggior parte dei tifosi in possesso di un biglietto nominale - spiega Marco, un ragazzo che lavora presso lo stadio - arrivava al cancello con la carta d’identità già pronta senza nemmeno che gli fosse richiesto». «Purtroppo i problemi dei tempi più lunghi per l’emissione dei biglietti - conclude Rizzello - sono inevitabili dovendo controllare i documenti: invitiamo i tifosi, la prossima volta, ad arrivare un po’ prima allo stadio».
«Spero che con l’introduzione dei biglietti nominali si riesca a tagliar fuori i bagarini dal giro», commenta Nicoletta, 21 anni. E così, probabilmente, sarà. Almeno ieri, già alle 15.30, a biglietterie appena chiuse, diversi bagarini si aggiravano - inutilmente - alla ricerca di qualche acquirente. «Il nostro lavoro è finito - commenta secco Vito, che da quindici anni vive rivendendo biglietti per le partite di calcio o per i concerti -, se andrà avanti così non avremo più lavoro». «Come se fosse un lavoro per davvero...», commenta ironico un ragazzino che per caso aveva ascoltato le parole del signor Vito.