Bagarino vende i biglietti del Don Carlo a 400 euro

Giovedì sera, tutto esaurito. In coda fuori dalla Scala per assistere all’ultima rappresentazione del Don Carlo di Verdi. Ultima replica, occasione imperdibile. I più fortunati, con il biglietto in mano. Gli avventurieri, in caccia di qualche tagliando dell’ultimo minuto. Disposti a spendere qualcosa di più. Ma fino a un certo punto. Così, cinque turiste spagnole si sono viste avvicinare da un bagarino. Nemmeno fosse il Meazza. «Quanto per un biglietto?», la domanda. Il prezzo fissato: 400 euro in totale. Un ricarico di oltre il 100 per cento rispetto al normale costo. Per fare la tara, una poltrona nel settore più prestigioso era in vendita a 187 euro. Insomma, una follia. Costata cara non alle turiste (che non hanno pagato) ma al bagarino. Perché, tra la folla in piazza, c’erano anche i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. Che hanno individuato l’uomo, un siciliano di 50 anni poi segnalato alla Prefettura e agli uffici del Comune, e sequestrato i tagliandi.
Non è la prima volta e, è probabile, non sarà l’ultima. Già in altre occasioni negli ultimi anni - e in particolare in concomitanza con le aperture delle stagioni teatrali - i finanzieri sono intervenuti per contrastare la vendita illegale dei biglietti. Così, anche questa volta, le Fiamme gialle cercheranno di risalire il «canale» di approvvigionamento del bagarino, così da tagliare alla radice i rifornimenti che alimentino il mercato delle vendite sotto banco.
Anche per questa ragione, resta valida la raccomandazione fatta anche in altre circostanze dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Gdf: «I potenziali interessati acquistino i propri biglietti solo da rivenditori autorizzati, così da scongiurare il rischio di possibili truffe». Dato il consiglio, arriva pure l’avviso ai naviganti. Perché «il contrasto al fenomeno del bagarinaggio e in genere alle truffe - assicurano le Fiamme gialle - continuerà anche in occasione dei prossimi appuntamenti». Bagarino avvisato...