Bagarre a Montecitorio, la Lega occupa l'aula

Il gruppo dei deputati del Carroccio ha occupato i banchi del governo, alla Camera, mostrando la prima pagina del giornale "la Padania" che oggi titolava "Governo fuori dalle balle". Seduta immediatamente sospesa

Roma - Mezzogiorno di fuoco a Montecitorio: un blitz dei deputati della Lega Nord, che hanno occupato i banchi del governo al grido "Fuori dalle balle" per chiedere elezioni anticipate e la conseguente reazione di alcuni parlamentari del centrosinistra, ha causato un’ora di blocco dei lavori parlamentari e reazioni indignate da parte di tutto l’emiciclo.

I fatti Poco prima delle 12, i deputati leghisti si sono alzati come un sol uomo e si sono piazzati sui banchi riservati all’esecutivo, sventolando la Padania di oggi, che titola appunto "Fuori dalle Balle" all’indirizzo al governo. A questo punto, la presidente di turno, Giorgia Meloni (An) ha sospeso la seduta, invitando più volte i deputati leghisti a desistere e a lasciare i banchi del governo. Richiesta, ovviamente, caduta nel vuoto, e anche i commessi in aula ben poco hanno potuto contro il drappello di Camice Verdi. Così, per cercare di liberare i banchi dell’esecutivo, alcuni parlamentari di centrosinistra, capitanati - secondo il racconto dei leghisti - da Marco Boato, hanno provato l’azione di forza, stando al racconto dei leghisti. E qui è scoppiato il tafferuglio, denunciato prontamente da Maroni alle telecamere e ai giornalisti in una conferenza stampa improvvisata.

Bertinotti: "Comportamento non consono" "Mi pare del tutto evidente che sia stato un comportamento non consono con il lavoro parlamentare". Lo dice il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che conferma la piena consonanza con la vicepresidente di turno, Meloni, e l’incontro di domani con il capogruppo leghista, Maroni. Su questi comportamenti, aggiunge, "bisogna intervenire ma non anticipo nulla perchè sarebbe sbagliato, soprattutto da così lontano. È certo che sia stato un comportamento inedito".  

Maroni: "Ci hanno picchiato" "Ci hanno malmenato. Domani - ha detto il capogruppo della Lega - incontreremo Bertinotti per fare nomi e cognomi dei colleghi che sono passati alle vie di fatto, ci sono anche le riprese tv. Noi abbiamo occupato l’aula per legittima difesa". "Abbiamo subito da parte di alcuni colleghi un’aggressione violenta - ha poi insistito Maroni - che respingiamo: noi non usiamo violenza e per questo abbiamo occupato l’aula. Respingiamo la violenza e le intimidazioni". Con il gesto di oggi "chiediamo nuove elezioni - ha poi aggiunto Maroni per dare un senso politico all’occupazione - una richiesta condivisa oggi da Berlusconi, dalla maggior parte della Cdl e dalla stragrande maggioranza degli italiani: chiediamo nuove elezioni e lo diremo domani a Bertinotti e mercoledì al presidente della Repubblica", protestando contemporaneamente per il fatto di essere stati malmenati.
Secondo la Lega, infatti, ci sarebbero state "provocazioni da parte dei deputati di centrosinistra", una tesi condivisa anche dal capogruppo di An, Ignazio La Russa, che però ha stigmatizzato il gesto dei colleghi di coalizione. Per la Russa un atto "inaccettabile", ma, ha detto in Aula, "ancora più inaccettabili sono state le provocazioni" di quei deputati "che poi votano contro le leggi sulla legittima difesa".

La ferma condanna La condanna all’episodio di oggi è arrivata poi unanime da tutto l’arco parlamentare e anche dal leader della Cdl, Silvio Berlusconi. "Non credo - ha detto infatti il Cavaliere - che le fughe in avanti siano auspicabili da parte di nessuno. Se invece si tira troppo la corda possono accadere...". "Teniamo presente - ha poi rilanciato - che tra i meriti che io credo giustamente mi sono attribuiti c’è quello di avere preso per mano una Lega come quella dei primi anni ’90 e di averla costituzionalizzata".

Nel centrosinistra, infine, l’indignazione è totale. "Quello di stamattina - ha detto per primo Dario Franceschini, capogruppo Ulivo - è stato un atto di squadrismo», in seguito al quale sono necessarie «sanzioni disciplinari serie". Franceschini ha poi parlato di "atto di sfregio alla dignità dell’aula e delle Istituzioni" e avvertito i deputati del Carroccio: "non ci trascinerete in una rissa".
Il capogrupppo di Rifondazione, Gennaro Migliore, ha invece preferito rivolgersi direttamente al leader storico del Carroccio: "Credo che Bossi dovrà prendere le distanze dal comportamento del gruppo della Lega prima di andare da Napolitano. Anche tutti i leader dell’opposizione devono prendere le distanze da questi gesti".

Nota di colore Fra le fila dell’Unione, però, c’è stato un’ulteriore divisione. Il capogruppo dei Verdi, Gianfranco Bonelli, ha infatti chiesto l’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei confronti della Lega. "Il Capo dello Stato - gli ha replicato secco Franceschini - non va coinvolto in questioni che riguardano i rapporti tra maggioranza e opposizione".

Tutti ora parlano di sanzioni Intanto, però, a Montecitorio tutti parlano di sanzioni nei confronti della Lega. Prima fra tutti la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, che prima ha definito il gesto leghista di oggi "inaccettabile" e poi ha annunciato, alla ripresa dei lavori, dopo circa un’ora dall’inizio del blitz, di aver informato il presidente della Camera Fausto Bertinotti dell’accaduto e che "l’ufficio di presidenza prenderà le determinazioni del caso", oltre a ribadire che "la presidenza della Camera si impegnerà affinchè episodi del genere non si ripetano".