Al Bagatti Valsecchi la botanica in pittura

Luciana Baldrighi

Arte e natura al museo. Mentre prosegue fino a domenica il tradizionale appuntamento floreale organizzato da Orticola nei Giardini Pubblici di Via Palestro, nello storico Museo Bagatti Valsecchi di via Gesù 5 fino al 18 maggio, dalle ore 10 alle ore 18 (euro 6, chiusura il lunedì) è possibile ammirare la bella mostra di botanica organizzata dall’Associazione del Museo degli Amici Bagatti Valsecchi e resa possibile dalla collaborazione con Floraviva e con Orticola stessa. «La pittura botanica è una disciplina artistica di illustre tradizione che ha come oggetto la fedele raffigurazione del Regno Vegetale, un armonico equilibrio tra ricerca estetica e rigore scientifico. Un mio antenato, Piero Bagatti Valsecchi era miniaturista e i bei disegni in mostra una tradizione antichissima anche in seno alla nostra famiglia che ha voluto costruire questo museo nell’Ottocento in nome dell’arte», ha raccontato durante la presentazione della mostra «Arte e natura al museo» il suo presidente nonchè ex nobile proprietario della dimora storica ristrutturata dalla Regione Lombardia, Pierfausto Bagatti Valsecchi. In attesa ancora una biblioteca e sale convegni su progetto dello Studio Albini.
La Banca Arner e la Bottega Verde hanno contribuito all’iniziativa così come i pittori di Floraviva hanno esposto le loro opere raffiguranti piante della nostra Flora accanto a specie che vivono nelle foreste tropicali e a fiori coltivati, ortaggi e antiche varietà di frutti. Nelle belle sale di gusto rinascimentale del museo dove sono esposte collezioni quattro-cinquecentesche, spiccano per i loro colori e la loro raffinata pittura i disegni «vegetali», proprio in quella cornice ideale per una manifestazione dedicata alla botanica, genere che nel Rinascimento e nel Seicento conobbe grande splendore e che ora in Italia sta vivendo una nuova fioritura. Ad arricchire la mostra sono esposte composizioni ornamentali di natura morta. Tra quadri, arredi e affreschi, dodici decoratori hanno proposto una sessantina di loro creazioni traendo spunto dai quadri dell’aristocratica dimora milanese e in particolare dall’arte giapponese; una tradizione che in Occidente è vive solo dal 1929 con l’inglese Giulia Clemens.
Stili, forme e colori li ritroviamo nel catalogo che accompagna la mostra a cura di Anna Paoletto che racconta la storia del disegno naturalistico.