Bagdad, ancora autobombe: almeno 20 morti

Bagdad - Nessuna tregua a Bagdad. Due attentati avvenuti poco dopo mezzogiorno hanno provocato la morte di almeno 20 civili e decine di feriti, aggravando il bilancio di una giornata che aveva già registrato l'uccisione di due persone a seguito di alcuni colpi di mortaio caduti nel centro della città. I nuovi attentati sono avvenuti a pochi minuti di distanza uno dall'altro. Il primo in un quartiere del centro, dove è esploso un ordigno nascosto in un cestino della spazzatura. Subito dopo, due autobomba hanno fatto strage nella zona meridionale della città.

Cento militari inglesi morti Un soldato britannico è stato ucciso oggi a da una bomba esplosa vicino al locale consolato americano. Sale così a 100 il numero dei militari del Regno Unito morti in azione in quel Paese dall'inizio della guerra contro Saddam nel marzo 2003. Un portavoce del ministero della Difesa ha detto a Londra che il soldato ha perso stamattina la vita nel quartiere al-Ashar di Bassora mentre pattugliava la zona assieme ad altri commilitoni. L'ordigno era stato collocato ai bordi della strada ed è scoppiato al passaggio dei soldati. Se si contano anche i decessi provocati da incidenti e malattie la Gran Bretagna ha perso in Iraq dall'inizio delle ostilità un totale di 131 uomini.Intanto altri due militari americani sono caduti in azione ieri. L'esercito statunitense ha reso noto che, oltre al soldato ucciso in uno scontro a fuoco nella provincia di Diyala, uno è stato ucciso dall'esplosione di una bomba mentre era in servizio di pattuglia a nord di Bagdad

Al via il piano di sicurezza Questione di giorni, forse di ore, e la da tempo annunciata operazione-sicurezza a Baghdad scatterà. Il responsabile della gestione del piano è entrato ufficialmente in carica oggi: è il generale Abboud Gambar, uno sciita già prigioniero di guerra degli usa durante la prima guerra del Golfo e decorato da Saddam. Gambar è la 'seconda sceltà del governo di Baghdad: il primo comandante indicato dal premier Nouri al-Maliki, il generale Mohan al-Freiji, era stato bocciato dal comando militare Usa. A testimonianza della difficile attribuzione delle responsabilità nella gestione del piano solo all'Iraq, al di là della forma. L'operazione-sicurezza a Bagdad verrà condotta sul campo dalle forze irachene assieme a quelle statunitensi. Con la città divisa in due macrozone, la cui responsabilità è delegata a un vice di Gambar (uno sciita e un sunnita). È il Tigri la principale linea di divisione, ma operativamente i distretti saranno nove: in ognuno di essi saranno dislocati 600 soldati statunitensi a sostegno di quelli iracheni.