Bagdad, due raid aerei: 21 morti

Proseguono gli attacchi aerei delle forze statunitensi contro i gruppi di ribelli iracheni. I raid sono condotti nell'ambito di una vasta operazione congiunta Usa-Iraq volta a debellare il terrorismo

Bagdad - Un attacco aereo statunitense ha provocato la morte di otto insorti nei pressi di Bagdad: la notizia, che risale a ieri, è stata annunciata oggi dall'esercito Usa. Con un comunicato, è stato reso noto che le forze Usa stavano effettuando un raid nell'area di Jbour, vicino alla capitale, quando sono finite sotto il fuoco nemico e hanno chiesto assistenza aerea. "Otto terroristi si sono barricati all'interno di uno degli edifici e hanno continuato a sparare contro le forze di terra", dice il comunicato. "Un aereo della coalizione ha lanciato sull'edificio bombe di precisione, provocandone la distruzione e la morte degli otto terroristi". Sempre ieri, le forze Usa ha annunciato di aver ucciso altri 13 insorti in un diverso attacco aereo che aveva per obiettivo un "importante reclutatore di combattenti stranieri" a nord-est della cittadina di Ameriya, vicino a Falluja, in una zona un cui è forte la presenza di insorti sunniti. Un medico di un ospedale locale ha detto che dal villaggio di Zaidan, vicino ad Ameriya, sono giunti i corpi di 30 persone, tra cui sette bambini.

Curdi nel mirino per sbaglio Gli aerei statunitensi hanno bombardato per sbaglio uno postazione del partito curdo guidato dal presidente iracheno Jala Talabani, uccidendo 8 miliziani e ferendone altri sei. Lo riportano fonti del Puk, precisando gli aerei hanno bombardato la postazione militare curda di Karama, alle porte di Mosul City, nel nord del paese, secondo quando ha dichiarato il portavoce Muhiy al Dien al Mazouri. Le vittime sono peshmerga, i guerriglieri curdi che formano l'ala militare del Puk.