A Bagdad i colloqui Usa-Iran sul futuro politico dell’Irak

da Bagdad

Marine Usa e governativi iracheni hanno continuato ieri il massiccio rastrellamento nella zona di Samarra, dove finora non si segnalano combattimenti, mentre leader sciiti, curdi e sunniti si sarebbero incontrati a Bagdad per definire un’intesa che rischia di affondare definitivamente la già controversa candidatura del premier uscente Ibrhaim Jaafari alla guida del governo. E l’ambasciatore americano in Irak, Zalmay Khalilzad, ha annunciato ieri che colloqui tra Washington e Teheran sulla situazione irachena si terranno a Bagdad in una data da definire.
Alla vigilia della ricorrenza religiosa sciita di Arbain, tre pellegrini in marcia verso la città santa di Kerbala (100 km a sud di Bagdad) sono stati intanto uccisi ieri mattina in un agguato nel quartiere di Adel, nella zona ovest della capitale irachena. Alla periferia orientale di Bagdad sono stati inoltre rinvenuti i cadaveri di quattro sunniti rapiti giovedì, mentre altri due sciiti sono stati uccisi nell’esplosione di un ordigno all’interno di un minibus nel quartiere di Shaab.
Da più di 48 ore, nell’area di Samarra (120 km. a nord della capitale) è invece in corso l’operazione Swarmer (Sciame), il massiccio rastrellamento avviato giovedì ad Albu Khaddu da circa 1.500 tra marine Usa e governativi iracheni, appoggiati da mezzi corazzati e da una cinquantina di elicotteri da combattimento. Nei combattimenti è rimasto ucciso un marine Usa.
A Tikrit, capoluogo della provincia di Salaheddin dove si trova Samarra, sono stati catturati una cinquantina di sospetti, tra i quali anche miliziani integralisti provenienti da altri Paesi arabi. Nella zona di Albu Khaddu si ritiene comunque che si annidino gli insorti dell’Esercito di Maometto, un gruppo armato composto soprattutto da ex membri della Guardia repubblicana e dei servizi segreti di Saddam Hussein. Il fronte di Abu Musab al Zarqawi ha comunicato via Internet che i mujaheddin si preparano ad affrontare questa nuova campagna militare.
In attesa degli sviluppi del rastrellamento, che secondo fonti militari Usa proseguirà per altri due giorni, un’importante riunione tra leader sciiti, sunniti e curdi si è svolta ieri pomeriggio a Bagdad per mettere a punto un’intesa che costringa il premier uscente Ibrahim Jaafari a ritirare la sua controversa candidatura alla guida del nuovo governo iracheno.
L’annuncio delle possibili trattative tra Usa e Iran sul futuro dell’Irak ha suscitato l’irritazione dei sunniti. Il deputato Al Macchi, del Fronte iracheno della concordia - la maggior formazione politica sunnita - ha parlato di «una palese interferenza negli affari interni del nostro Paese». Khalilzad ha detto che la data dei colloqui con l’Iran è ancora in discussione, e che comunque «non si tratta di negoziare con loro il futuro dell’Irak». Anche Condoleezza Rice, che solo l’altro ieri aveva definito l’Iran la «banca centrale del terrorismo» internazionale, dall’Australia dove si trova in visita ufficiale ha detto che tali colloqui sarebbero «utili».