Bagdad, morti cinque civili e quattro giornalisti

I reporter sono stati bersagliati da una raffica di colpi esplosa da alcuni miliziani, nei pressi di Kirkuk. I civili sono rimasti vittime del fuoco di un elicottero Usa. Un camion bomba, nel Kurdistan, causa la morte di 14 persone e 87 feriti

Bagdad - Non si fermano le violenze in Iraq. L’attacco di un elicottero Usa a nord di Bagdad ha causato la morte di cinque civili, tra i quali due bambini. Lo ha ammesso il portavoce della postazione statunitense a nord della capitale, il quale ha invece smentito le voci secondo cui l’elicottero aveva aperto il fuoco su una scuola elementare. "È stato un evento drammatico e sfortunato", ha spiegato il tenente colonnello Mike Donnelly, annunciando l’avvio di un’inchiesta. Gli elicotteri statunitensi erano entrati in azione martedì, vicino Mandali, una piccola città nella provincia di Diyala (non lontano dal confine iraniano, una zona che è teatro di continui incidenti tra sciiti e sunniti) perché i piloti avevano individuato terroristi che piazzavano una bomba vicino a un checkpoint.

Giornalisti uccisi Stamani, invece, quattro giornalisti iracheni sono stati uccisi da alcuni miliziani che, a bordo di un'auto senza targa, hanno aperto il fuoco contro la loro vettura. L'episodio è avvenuto ad Al- Rashad, una cittadina nei pressi di Kirkuk. I miliziani hanno bloccato la strada lungo cui stava viaggiando l’auto con a bordo i giornalisti, impegnati in un reportage a Rashad (25 km a sud-ovest di Kirkuk), e l’hanno crivellata di proiettili. Tra i quattro giornalisti figurano anche due fratelli, Imad e Nibras al-Obeidi. Lo ha riferito l’agenzia irachena Aswat al-Iraq. L’agenzia ha precisato che Imad al-Obeidi era redattore del gruppo editoriale Al-Raad (Tuono), mentre il fratello Nibras era il conducente della vettura crivellata dai colpi dei miliziani. Gli altri due giornalisti uccisi erano Raad Mutashar, capo redattore del settimanale "Iraq Ghadam" (Iraq Domani) e responsabile della Lega dei letterati e degli scrittori di Kirkuk, e Akil Abdelkader al-Wael, redattore dello stesso settimanale.

Quattordici morti nel Kurdistan È di 14 morti e 87 feriti l’ultimo bilancio dell’attentato avvenuto stamane a Irbil fornito dalle autorità curde. I numeri forniti dal ministro degli Interni Karim Sinjari ridimensionano leggermente la portata della strage (in precendenza, il ministro della Sanità aveva parlato di 19 persone uccise). L’esplosione del camion bomba ha gravemente danneggiato l’edificio che ospita il dicastero degli Interni della regione. Obiettivo che segna un escalation degli attentati nel Kurdistan iracheno: a Irbil, la capitale, da tre anni non si registravano attacchi di questa portata. In assenza di rivendicazioni, il parlamentare Mahomud Othman ha puntato il dito su due gruppi estremistici che hanno legami con al Qaida: i sunniti di Ansar al-Sunnah e i curdi di Ansar al-Islam.