Bagdad, la storia del «soldato Ryan»: rimpatriato dopo la morte dei fratelli

La famiglia Hubbard perde al fronte due dei 3 figli. Jason, unico sopravvissuto, torna a casa

da Los Angeles

Vocati alla patria. Tanto ligi al senso del dovere da offrire al Paese le proprie divise anche a costo della vita. Jason e Nathan sono il simbolo dell’America che Stephen Spielberg ha raccontato nel suo celebre film «Salvate il soldato Ryan». Sono i protagonisti di una storia che sta commuovendo e al tempo stesso amareggiando gli Stati Uniti.
I ragazzi, due dei tre figli della famiglia Hubbard di Clovis, in California, erano partiti per l’Irak dopo la morte del fratello Jared, caduto a 22 anni tra il Tigri e l’Eufrate nell’ottobre 2004. Il primo a decidere di lasciare la California per il fronte di guerra era stato Jason, che nel 2005 aveva 31 anni. A seguire i suoi passi era stato Nathan, allora diciannovenne. La storia di questa famiglia già due anni fa aveva toccato gli americani, anche perché la madre aveva raccontato alla stampa che all’origine della decisione di Nathan c’era l’intenzione di «proteggere il fratello». Lui stesso aveva mostrato coraggio e determinazione in un’intervista: «Sappiamo bene che si corre il rischio di restare feriti, o uccisi. Ma è una realtà che bisogna accettare, non bisogna rimuginarci troppo sopra», aveva detto.
Mercoledì scorso quel rischio si è trasformato in realtà: anche lui, Nathan, il ragazzo arruolatosi per stare vicino all’unico fratello rimasto in vita, è morto a 21 anni nei pressi di Kirkuk, nello schianto di un elicottero, probabilmente per un guasto meccanico.
Così Peggy, casalinga, e Jeff, ex poliziotto, hanno perso con la guerra in Irak due dei loro tre figli. Proprio come i Sullivan, una famiglia di Waterloo, nell’Iowa, che nel 1942 vide morire tre dei suoi cinque ragazzi durante la Seconda guerra mondiale. A loro Hollywood si è ispirata per ben due volte, prima nel 1944 con la pellicola «The Sullivans», e poi nel 1998 con il film di Spielberg, che grazie a quel crudo racconto e alla magistrale quanto violenta rappresentazione dello sbarco degli americani a Omaha Beach, in Normadia, si aggiudicò l’Oscar.
Ora, proprio come nel film, e basandosi su un regolamento militare scritto nel tentativo di affrontare casi simili, l’esercito ha deciso di concedere un permesso speciale a Jason, l’unico dei tre figli degli Hubbard rimasto in vita, consentendogli di essere presente ai funerali del fratello Nathan. Una volta raggiunti i genitori, la moglie e il figlio di due anni, Jason potrà decidere se tornare con il suo reggimento o se rimanere a casa.