Baggio: residenti e Lega scendono in piazza per il Marchiondi

Dietro allo striscione «riprendiamoci Baggio», i residenti del quartiere e la Lega scendono in piazza per chiedere lo sgombero dell’ex Marchiondi. Questa sera alle 18 (partenza da piazza Anita Garibaldi, arrivo in via Noale) i cittadini seguiranno con una fiaccolata gli esponenti del Carroccio Matteo Salvini e Fabrizio Cecchetto per chiedere «l’immediato sgombero dell’ex istituto, bivacco di rom e clandestini», la presenza di esercito e forze dell’ordine nel quartiere e «più illuminazione e attenzione da parte del Comune per uno dei borghi storici più antichi della città». Dopo anni di degrado e abbandono il restauro in realtà il Marchiondi sta per tornare all’antico splendore, sono arrivati proprio nei giorni scorsi i fondi attesi dal Ministero all’Istruzione, 13 milioni di euro per trasformarlo in un campus per gli studenti del Politecnico. E i residenti non vogliono che si perda altro tempo. L’ex Marchiondi e le baracche abusive costruite sotto il cavalcavia Bacula, ha confermato ieri il vicesindaco Riccardo De Corato «sono rimaste le due situazioni più critiche per la presenza di nomadi in città, ma andremo presto ad intervenire». Fa presente invece come l’emergenza si sia fortemente ridimensionata, passando dalle «10mila presenze di abusivi tra gennaio e giugno del 2007 ai 3mila attuali». Ancora 1.300 invece (ma la metà sono italiani) i nomadi ospiti dei campi autorizzati del Comune, l’obiettivo è «ridimensionarli per numero e per presenze - assicura De Corato -, soprattutto basta con chi rimane per trent’anni con le roulotte, sono aree di sosta temporanea».
Tutto specificato nel regolamento approvato due giorni fa dal prefetto Gian Valerio Lombardi, che introduce multe da 25 a 500 euro o l’espulsione per chi non rispetta le norme (chi non manda i figli a scuola, rifiuta per due volte un lavoro o è già in possesso di una casa, ad esempio, se ne deve andare), un affitto di un euro al giorno per i maggiorenni, la compartecipazione alle spese di luce e gas. «La permanenza non potrà superare i 3 anni, ma ogni anno a maggio faremo un’analisi della situazione e prenderemo provvedimenti» anticipa il prefetto. Il vicesindaco fa presente invece che ora serve l’intervento della magistratura «per risolvere il problema delle villette abusive costruite dai rom».
«Preoccupato» per il nuovo regolamento il direttore della Casa della carità don Virginio Colmegna: «É inadatto ad affrontare la questione, la presenza dei rom a Milano va trattata nel contesto di una strategia di politiche sociali più ampia, non può essere ridotta a uno strumento di controllo», e si augura che «non diventi motivo di contrapposizioni politiche e ideologiche».