Il bagnante è maleducato? Spostiamo le spiagge libere

La proposta di Melgrati, sindaco di Alassio: via dal centro i bagni gratis

(...) La decisione, secondo Melgrati, punirà Alassio soprattutto in termini di immagine. Per il confermatissimo primo cittadino di Alassio, rieletto in Comune nel 2006 con il settanta per cento delle preferenze, dopo la decisione della Regione, saranno infatti gli operatori turistici, le associazioni dei bagni marini e degli albergatori, a pagare il conto più salato. Perché, la maleducazione di alcuni frequentatori delle spiagge libere, non può che nuocere all’immagine dell’intera località.
«Noi abbiamo proposto lo spostamento delle spiagge libere, lontano dagli alberghi a quattro stelle e dai loro stabilimenti balneari - spiega il sindaco Melgrati - Ma la Regione, che evidentemente ritiene che sia fondamentale mantenerle al centro, non ha avallato la nostra idea. E siccome comandano loro... ».
Niente trasloco dal centro alla periferia, dunque, con buona pace di quei turisti che ad Alassio la spiaggia la pagano, e che, secondo il primo cittadino, sono costretti a sopportare le eccessive esuberanze dei frequentatori poco educati delle libere: «Parliamoci chiaro, qui non siamo in Germania o in Inghilterra, dove le persone sono civili. Nella maggior parte dei casi, i frequentatori delle nostre spiagge libere sono maleducati: toccano il sedere delle bagnanti, gridano, ascoltano la musica al massimo del volume con impianti stereo da discoteca. E poi bevono, provocano risse, dormono sulla spiaggia».
Una situazione insostenibile, per il primo cittadino Melgrati, che a più riprese ha denunciato come ogni domenica, le spiagge della cittadina da lui amministrata siano ricoperte da una quantità enorme di rifiuti, abbandonati lì da turisti poco rispettosi.
Da qui, l’idea di spostare le spiagge non a pagamento lontano dal centro, lontano da quegli stabilimenti balneari dove invece i clienti pagano per avere servizi: docce, servizi igienici, sorveglianza. «Per noi la scelta della Regione è una delusione - ammette Melgrati - ma credo che i più arrabbiati di tutti siano i bagnini, che ogni giorno si troveranno a dover affrontare situazioni difficili, con i bagnanti maleducati delle spiagge libere».
Proprio da Alassio, è partita l’iniziativa di un comitato che, tramite una petizione su internet, intende difendere le spiagge libere. Ma all’accusa di voler eliminare del tutto gli spazi dedicati ai bagnanti che non intendono o che (per ragioni ecnomiche) non possono pagare i servizi offerti da uno stabilimento balneare, il sindaco di Alassio replica con decisione: «Non voglio che i non abbienti non possano andare in spiaggia. Anzi. Dopo il porto, a Sant’Anna, grazie ai ripascimenti abbiamo creato una nuova spiaggia libera. Con la sabbia, le docce gratuite e i servizi».