Bagnasco avverte la crisi e chiama i genovesi: «Generosi, sanno come aiutare»

Un giorno in visita alle sedi ufficiali della Regione Liguria e della Provincia di Genova. L’Arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco ha salutato i presidenti Claudio Burlando e Alessandro Repetto in una visita di cortesia. In entrambi gli appuntamenti avuti, Bagnasco (che in mattinata ha anche celebrato la messa per i giostrai al luna park della Foce) ha messo in evidenza il momento di particolare difficoltà che molte famiglie genovesi stanno attraversando ed il fatto che i tanto centri di ascolto di cui è dotata la Diocesi stanno registrando un continuo aumento di richieste d’aiuto. «Dai ventisei centro d’ascolto di Genova emerge una situazione di disagio e povertà crescente - ha spiegato l’Arcivescovo -. In difficoltà non sono soltanto i senza fissa dimora, ma anche quelle fasce che fino a ieri hanno vissuto con modestia e dignità contando sul proprio stipendio, intendo ad esempio le famiglie monoreddito con bambini». Un fenomeno che è in costante crescita da un paio di anni ma che «in questo momento sta esplodendo» ha spiegato il Cardinale. Anche Claudio Burlando si è soffermato sulle parole di Bagnasco riguardo alla povertà crescente, «ci attende un anno complicato - ha commentato il Governatore che ha deciso di mantenere in mostra il presepe della Regione fino all’11 gennaio- nel quale ci sarà bisogno di concordia. Mettiamoci a lavorare perché c’è molta gente che ha bisogno che lavoriamo in concordia e buona lena». Il presidente della Cei ha anche evidenziato il ruolo che le amministrazioni locali possono avere per combattere la crisi chiedendo alla Provincia di continuare il proficuo rapporto di collaborazione che si è creato tra i centri per l’impiego e i centri d’ascolto diocesani. Bagnasco ha chiesto attenzione rispetto al disagio sociale ma ha espresso la sua fiducia nelle capacità dei genovesi che definisce «parsimoniosi, ma generosi». «Siamo fortunati- ha proseguito Angelo Bagnasco- a poter integrare i proventi dell’otto per mille con le offerte dei genovesi, sempre generosi ma che chiedono di sapere dove vanno i loro contributi».
L’Arcivescovo ha anche chiuso il caso sulla moschea nel presepe di Oregina, «è stata una polemica inutile, della quale non c’era proprio bisogno. Vuota, priva di senso».