Bagnasco contro l'eutanasia: "La vita va difesa sempre"

Da Lourdes il presidente della Cei torna a criticare le proposte di legge su eutanasia e testamento biologico: &quot;La persona non va abbandonata&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=208917">Il Papa: &quot;Non basta dare elemosine</a></strong>. Occorre creare un nuovo modello di società&quot;

Lourdes - "Il valore della vita va difeso sempre e comunque e anche in una situazione di limite e vissuta nella sofferenza la persona va accompagnata e non abbandonata": è quanto ha sottolineato monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, rispondendo ai giornalisti che gli domandavano se la presenza a Lourdes di numerosi malati fosse in qualche modo un messaggio a chi avanza proposte di leggi sull’eutanasia o sul testamento biologico. "È questa la provocazione più grande - ha scandito il presidente dei vescovi - dobbiamo prenderci in carica gli uni gli altri perché tutti abbiamo bisogno di tutti, sempre e comunque".

Bagnasco racconta la sofferenza di sua madre In questo senso, per l’arcivescovo di Genova, la "nostra cultura deve fare un salto non a parole ma nel segno della concretezza. È più facile parlare della sofferenza che viverla tutti i giorni". Monsignor Bagnasco ha confessato di aver vissuto questa esperienza di sofferenza sulla propria pelle, assistendo la propria madre per dieci anni sulla sedia a rotelle. "Dieci anni fanno presto a passare ma sono anche lunghi - ha detto - ma sono stati vissuti nell’accompagnamento, nella presenza, nell’affetto e questo ha fatto sì che questi dieci anni sono stati di grandissima gioia e una grandissima scuola umana e cristiana che non incontrerò più nella mia vita".

Sul tema generale sul senso dell’etica che sta vivendo il nostro Paese, il numero uno dei vescovi si è detto preoccupato: "Non possiamo non constatare la fatica di una dimensione etica fortemente fondata da alti ideali. L’etica per l’etica è difficile che resista all’urto dell’utile, all’urto della convenienza, del comodo, del piacere immediato - ha ammonito ancora il presule - certamente oggi vediamo una fatica etica forse perché manca il fondamento spirituale che viene a sfilacciarsi".

"La realtà buona del Paese appare poco" Analizzando il quadro di un’Italia 'smarrita', monsignor Bagnasco ha sottolineato che "l’Italia e il nostro popolo non è rappresentato solo da tante cose negative che appaiono spesso nella realtà pubblica, ma la realtà più profonda è quella generosa, buona, nobile che appare poco ma che è parte dominante e preziosa della nostra storia". In tal senso il pellegrinaggio a Lourdes dell’Unitalsi, che quest’anno ha portato 15mila partecipanti nel santuario mariano francese, "ci fa toccare questa parte positiva della nostra gente e della nostra tradizione".

La grande dignità dei malati Bagnasco infatti si è detto "molto, molto colpito dai volti ma anche dalla dignità, dalla serenità di vivere dei malati" che ha in incontrato a Lourdes. "La loro malattia, la loro situazione di limite - ha concluso Bagnasco - costituisce la parte più importante e fondamentale della vita di ogni uomo".

Rispetto per la scienza Infine sul rapporto tra scienza e fede che a Lourdes si ripropone in maniera forte - considerati i numerosi miracoli che sono stati riconosciuti dalla Chiesa - il presidente dei vescovi ha espresso "grande rispetto e profonda stima e ammirazione per la scienza. La Chiesa non gioca sul fideismo - ha spiegato Bagnasco - e non gioca sul bisogno altrui, ma rispetta e apprezza la scienza. D’altra parte - ha concluso - così come esiste la scienza, esiste anche il soprannaturale e se da una parte viene rispettata la scienza, dall’altra deve essere rispettato anche il mondo del soprannaturale".