Bagnasco: "Dico pericolosi e inaccettabili"

Il presidente della Cei apre il consiglio permanente con l'ennesimo no della Chiesa alle coppie di fatto e attacca la maggioranza: "Il ddl produce preoccupazione nelle parrocchie ma anche tra i laici". Bagnasco ribadisce che "la Chiesa riconosce solo il matrimonio tra persone diverse e appoggia il family Day"

Roma - Il ddl sui Dico è "inaccettabile e pericoloso sul piano sociale ed educativo". Arriva il primo no alle coppie di fatto firmato Angelo Bagnasco, nuovo presidente dei vescovi che oggi pomeriggio, in via Aurelia, ha aperto il Consiglio Permanente della Cei. "Personalmente - afferma il successore di Ruini - posso solo dire che apprezzo quanto da parte cattolica è stato fatto, impegnandomi ad assumerlo e a svilupparlo. Desidero per un verso rilevare la convergente, accorata preoccupazione espressa dai vescovi su questo disegno legislativo inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale ed educativo. Per altro verso - ribadisce Bagnasco - registro la preoccupazione che lo stesso provvedimento ha suscitato in seno al nostro laicato, nelle parrocchie come nelle aggregazioni. Mai come su questo fronte così esposto, loro intercettano ciò che il Concilio Vaticano II dice sia a proposito del matrimonio e della famiglia, sia del dovere della partecipazione per una vita civile più equilibrata e saggia, consci che la famiglia - conclude - è un bene della società nel suo insieme, non solo dei cristiani".

Family day I vescovi italiani apprezzano e incoraggiano il Family day, la manifestazione a favore della famiglia e contro i Dico che l'associazionismo cattolico ha organizzato per il 12 maggio in piazza San Giovanni, a Roma. Lo ribadisce monsignor Bagnasco: "È noto che dall'interno delle aggregazioni laicali è scaturita l'idea di una manifestazione pubblica per il prossimo 12 maggio, che dia ragione della speranza che è in noi su questo nevralgico bene della vita sociale, quale è la famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una donna e aperta alla generazione e dunque al domani", ha ricordato l'arcivescovo di Genova, che ha tenuto a sottolineare il fatto che "si tratterà di una festa della famiglia come è successo anche in altri Paesi. Come Vescovi - ha aggiunto - non possiamo che apprezzare e incoraggiare questo dinamismo volto al bene comune".