Bagnasco fa il bis: "Correggere gli stili di vita" Ma sulla nuova balena bianca è già scontro

Oggi il presidente della Cei ribadisce il discorso di ieri: "Siamo di fronte a una situazione seria e grave". Ma non tutti sono d'accordo. L'idea non piace a monsignor Fisichella: "All'orizzonte non c'è alcun partito dei cattolici". L'Udc subito all'assalto. Buttiglione: "Ci poniamo come interlocutori"

Roma - "Siamo ormai messi di fronte ad una situazione seria e grave, la cui severità richiede di correggere abitudini e stili di vita": così il cardinale Angelo Bagnasco torna sui temi affrontati ieri al Consiglio permanente della Cei. "L’annuncio del Vangelo - ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana ad un convegno presso l’ambasciata italiana presso la Santa Sede alla presenza di Gianni Letta e diversi ministri - è il miglior antidoto a certo individualismo che mette a dura prova la coesistenza e il raggiungimento del bene comune. ’Educare alla vita buona del Vangelò si inserisce nel cammino di sempre che rappresenta un intreccio fecondo di evangelizzazione e di cultura, di valori umani e insieme cristiani, che consentiranno di uscire dal tunnel di quella ’cultura del nullà, vagamente radicaleggiante, che è l’anticamera di una diffusa ’tristezzà". "Siamo ormai messi di fronte ad una situazione seria e grave - ha detto Bagnasco - la cui severità richiede di correggere abitudini e stili di vita. Se non si riesce a far emergere le condizioni per un patto intergenerazionale che metta i giovani nei pensieri e nel cuore degli adulti, sarà veramente difficile aprirsi al futuro, atteso il crollo demografico, la cui portata etica e sociale è stata troppo a lungo disattesa"

Discussione aperta Si era già capito ieri, leggendo tra le righe del discorso pronunciato dal cardinale Angelo Bagnasco al Parlamentino dei vescovi, che nella testa del presidente della Cei alberga la speranza che nasca un nuovo partito dei cattolici. La proposta è stata confermato questa mattina dalla Sir che ha invitato i politici cattolici a "muoversi in prospettiva, perchè in questo momento bisogna cominciare ad articolare una proposta". Un'idea che da una parte non trova il favore di monsignor Rino Fisichella, d'altra risveglia il fervore di certi centristi dell'Udc che sembrano cogliere la palla al balzo.

La nascita di un partito dei cattolici A detta del Sir, quello cattolico è un mondo molto articolato che, anche dopo la fine della Democrazia cristiana, ha espresso molti politici e un tessuto ancora vivacissimo. Da qui l'idea di raggruppare queste forze ed esprimerle in un nuovo partito che possa portare in parlamento le istanze dei cattolici. "In questo momento - si legge - gli stanno davanti due sfide o impegni. Il primo riguarda tutti, essere in grado, con riflesso unitario, di promuovere e sviluppare quei principi e valori connettivi e irrinunciabili per il nostro presente e futuro. Il secondo si può formulare così: esprimere delle proposte di aggregazione e di leadership su cui sperimentare forme di libera, ampia e articolata convergenza. Il confronto, la discussione sono apertissimi".

Appello a superare l'impasse Il coordinatore scientifico del Progetto Culturale della Chiesa Italiana, professor Francesco Bonini, invita a superare quel "senso di blocco" dovuto al fatto che, "l’alternativa non è l’alternanza, cioè la sostituzione dell’attuale maggioranza di governo con l’attuale opposizione, ma la ristrutturazione del sistema". "Nel 2001, nel 2006, nel 2008 gli elettori, insoddisfatti del governo, lo mandano a casa e premiano l’opposizione: sono quelle che si possono chiamare le 'alternanze per disperazione'", ha ribattuto Bonini secondo il quale adesso"lo scenario è diverso". Secondo il Servizio informazione religiosa, "in questo passaggio così delicato è ovvio l’interesse per le riflessioni, le posizioni, le iniziative dei cattolici". Il presidente della Cei ha espresso una certezza affermando che "la transizione dei cattolici verso il nuovo inevitabilmente maturerà all’interno della transizione più generale del Paese, e oserei dire anche dell’Europa, secondo la linea culturale del realismo cristiano, e secondo quegli atteggiamenti culturali di innovazione, moderazione e sobrietà che da sempre la connotano".

Si apre lo scontro sul partito dei cattolici "Nella vita dell’Italia la Democrazia cristiana ha svolto un ruolo fondamentale ha spiegato Fisichella - don Sturzo e De Gasperi, insieme con uomini e donne di quel partito, hanno saputo dare nel secolo scorso, fino agli anni Ottanta, una testimonianza di fede coniugata con le esigenze della laicità". Per Fisichella, "quel periodo storico è concluso e nessun altro partito dei cattolici, cos come è stato realizzato dalla Dc, è all’orizzonte". Nel suo consueto dialogo con i lettori di Oggi, Fisichella spiega che "ciò su cui si deve riflettere è il superamento della diaspora dei cattolici, che ha visto una frammentazione del loro impegno politico, con posizioni spesso contrastanti soprattutto in materia etica, e un impegno comune con tanti laici che condividono il medesimo progetto politico". Favorevoli, invece, alcuni centristi come Rocco Buttiglione, convinto che l'Udc già sta interpretando "il discorso del Bagnasco come fedeli cattolici e come partito". "Da un lato, ci interessa partecipare a questo opera di rinnovamento morale della politica, dall’altro ci poniamo come interlocutori e diciamo - spiega Buttiglione - noi vogliamo rappresentare politicamente questa realtà di popolo cattolico, se questo ci dà una soggettività vogliamo dialogare con questa soggettività".