Bagnasco: Genova torna ad avere il suo cardinale

Ad accoglierlo anche Lupi, nuovo vescovo di Savona: «Le messe in latino? Troverò una soluzione»

(...) a Genova come periferia lontana, essa è, per la sua storia portuale e produttiva, uno nodo strategico per il Paese» dice il cardinale. Nella piazza sono schierate confraternite, crocerossine e forze armate (la fanfara dei carabinieri lo accoglie con l’inno d’Italia). I fedeli applaudono dietro le transenne, sventola anche una bandiera dell’Eritrea. Le misure di sicurezza sono state rafforzate: Bagnasco arriva nella piazza in auto, sui tetti vigilano dei tiratori scelti. Una signora vuole entrare in cattedrale con un palloncino arancione ma viene bloccata. «E se scoppia, sa che cosa si scatena?» le fa notare sorridendo un addetto.
Il clima, però, è festoso. «Sento che la sacra porpora onora non solo la mia modesta persona, ma la città intera - prosegue l’arcivescovo rivolto alla piazza- Come figlio di questa città mi piace vedere la porpora che abbraccia Genova e l’intera Liguria con un abbraccio di stima, di affetto, di ammirazione e di speranza». Dedica poi un pensiero ai giovani: «Spero che il rosso porpora, espressione e memoria del sangue di Gesù benedetto, non debba mai significare anche le ferite dei poveri e dei deboli, dei tanti cittadini, specialmente giovani, nuovi emigrati alla ricerca di lavoro, di casa. Spero che stimoli a livello locale perché lo sviluppo che tutti desiderano diventi realtà».
Il cardinale ringrazia il Papa che cita più volte durante l’omelia, pochi minuti dopo, sull’altare. «Genova ritorna ad avere il suo cardinale» esordisce. Ricorda gli importanti compiti «che la Chiesa mi ha consegnato in questi ultimi 14 mesi: ringrazio tutti per la partecipazione a un momento così importante e delicato della mia vita. Pregate con me e per me».
In prima fila siedono le autorità che gli stringono attorno a fine celebrazione. Bagnasco saluta una signora in carrozzella («siamo amici» racconta lei commossa), stringe le mani dei fedeli che lo accompagnano all’uscita. In Curia, poi, il saluto ai sacerdoti. Tra loro c’è monsignor Vittorio Lupi, nuovo vescovo di Savona. «Se toglierò il divieto alle messe in latino? Da Roma stanno arrivando indicazioni, troveremo una soluzione, invito tutti a lavorare per la concordia».
Il cardinal Bagnasco, vicino a lui, ricorda la bella accoglienza ricevuta in mattinata alla Guardia. «Monsignor Granara ha portato la più antica immagine della Madonna della Guardia sul portone, come fosse la mamma che accoglie i propri figli che tornano a casa. Mi sono sentito accolto. Se mi sento pronto per la porpora? Non si è mai pronti per le grandi cose. Anche uno che diventa sposo, genitore, come si fa a dire che è pronto al cento per cento? Si impara, con buona volontà e con la grazia di Dio, strada facendo». E sempre nel cortile della Curia, ieri notte, i giovani della diocesi hanno festeggiato il cardinale con una grande torta.