Bagnasco: «Grave errore parlare di privilegi»

Il presidente Cei: «Quello che facciamo per i poveri con le risorse che abbiamo è sotto gli occhi di tutti. Attenzione ai pregiudizi ideologici»

da Genova

«Le mense per i poveri non sono ristoranti» ha scritto Famiglia Cristiana per rispondere all’«infondata polemica sui presunti privilegi fiscali della Chiesa». Una polemica - quella scatenata dalla richiesta di informazioni dell’Unione Europea sugli sgravi fiscali agli enti religiosi - nella quale è intervenuto ieri Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova. Al termine delle cerimonie al santuario della Guardia, sulle alture alle spalle di Genova, il capo dei vescovi italiani ha contestato la parola «privilegio» riferita alle agevolazione fiscali delle quali godono gli enti religiosi in Italia. «È un termine totalmente sbagliato» ha detto ai cronisti. E rifacendosi alle parole di Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano e suo predecessore a Genova, ha aggiunto: «Credo sia sotto gli occhi di tutti, in Italia e in Europa, quanto la Chiesa faccia e abbia sempre fatto per la povera gente, per l’educazione, per i più disagiati, con tutti i fondi e le risorse di cui dispone. Questo dovrebbe essere considerato con molta attenzione, per non cadere poi su posizioni pregiudiziali di tipo ideologico».
Alla domanda se il provvedimento Ue possa essere stato ispirato dall’Italia, il presidente della Cei ha risposto: «Non saprei proprio dire, mi sembra strano». A seguire le celebrazioni che ricordano l’apparizione della Madonna sul monte Figogna (era il 1490), ieri c’erano migliaia di fedeli. Durante la messa, Bagnasco ha ribadito l’importanza della famiglia («nessuno si può sostituire a essa - individui, enti, istituzioni - e tutti devono affiancarsi e cooperare alla sua grandiosa missione») e ha rivolto un invito a «riscoprire il valore delle cose semplici, le azioni di tutti i giorni». Per proteggerlo, oltre alla scorta in borghese, sono stati impiegati anche i cani anti esplosivo. Misure di sicurezza scattate quattro mesi fa, dopo gli insulti scritti sui muri e le lettere con minacce e proiettili arrivate al capo dei vescovi italiani per le critiche ai Dico. Da allora Bagnasco non ha rinunciato alle uscite pubbliche ma ha evitato di intervenire nelle polemiche politiche di stretta attualità. Un silenzio interrotto ieri, per commentare la decisione dell’Unione Europea.
La tesi della Cei, e di tutto il mondo cattolico, è che queste agevolazioni compensino il lavoro nel sociale (mense per i poveri, scuole, oratori) svolto dalla Chiesa. «La Chiesa - conclude Bagnasco - anche grazie a queste agevolazioni ha sempre fatto e sempre farà opere di beneficenza, non solo per i cattolici, ma per la società nel suo complesso».