Bagnasco: «I Dico sono inaccettabili»

Dunque, non è una richiesta di diritti la ridicola pretesa giuridica di ottenere approvazione e previdenze sociali per il libero esercizio dei propri piaceri, spesso confinanti, per chi avesse il coraggio di ammetterlo, con la pedofilia e la prostituzione. Ma è un attacco radicale ai valori della società cristiana che, fino a ieri, sono stati anche quelli dello Stato attraverso i suoi governanti ed esponenti politici, da Andreotti a Cossutta, da Cossiga a Berlinguer. Adesso una parte del centrosinistra che governa è apertamente contro la Chiesa, contro il Papa, contro i vescovi, contro la società. Per difendere i presunti diritti di alcuni, questo governo si schiera contro la società dei credenti, cui non vengono riconosciuti i diritti. Neppure quello di difendere la propria identità.
Questa posizione è riassunta nel proclama, dal palco della manifestazione di Piazza Farnese, di Manuela Palermi: «Basta con l’invadenza del Vaticano». E così si giustificano gli insulti al Papa e ad esponenti della maggioranza come Paola Binetti, Mastella e Andreotti, in quanto cattolici. Delicatamente Aldo Busi arriva a dire, senza avvertire l’enormità del paragone, e dimenticando Testori e Pasolini: «Un omosessuale cattolico è come un ebreo nazista». All’indirizzo del Papa vanno letterali maledizioni in forma di adesivi su cui è scritto «Maledictus XVI» e anche riferimenti più pesanti come «Joseph e George lottiamo anche per voi». Mai in Italia si era arrivati a colpire così direttamente la Chiesa e il suo diritto di esistere e di parlare, usando gli stessi metodi dei nazisti contro gli ebrei.
È assolutamente condivisibile la reazione di Mastella, dopo l’agguato alla trasmissione di Santoro, nella televisione di Stato. Intervistato da Ugo Magri sulla Stampa, Mastella dichiara: «Ho colto i soliti atteggiamenti di antagonismo. Striscioni tipo “Meglio gay che Opus Dei”. Ma che c’entra l’Opus? Perché offendere? Come quando quel Vauro, l’altra sera da Santoro, mi ha dato del “Madre Mastella di Calcutta”. Se la prendano pure con me, ma abbiano il buon gusto di rispettare un premio Nobel per la pace». Sublime Mastella, che ritiene un'offesa chiamare qualcuno con il suo nome!
Sarebbe sufficiente questo a ristabilire la verità, ribaltata nel facile razionalismo di Domenico De Masi che, rivolto ai preti, attacca: «Volete imporre anche ai non credenti l’etica cattolica». No. Si tratta di un’etica contrapposta a una scelta estetica, ovvero di ricerca di emozioni sentimentali e sensazioni di piacere. Questa è la parte migliore del mondo gay, euforico, festoso, gaudente. L’etica cattolica è proibizionista anche rispetto agli eterosessuali cui non è consentito l’accesso all’erotismo se non come mezzo per la riproduzione della specie umana. Ovviamente una sfera etica può non essere condivisa, ma non è una buona ragione per disprezzarla. Ricordo che, nei momenti più aspri dello scontro con i magistrati di Mani Pulite, sarebbe stato giudicato sommamente deplorevole ridicolizzare o irridere la loro etica giudiziaria.
L’insulto, il vilipendio, la mortificazione dei rappresentanti delle gerarchie cattoliche e di coloro che credono meriterebbero certamente la reazione del governo. Ma come può il governo indignarsi contro se stesso, essendo stati presenti alla manifestazione tre ministri? È lo stesso paradosso che ha portato i tre a manifestare contro il governo di cui fanno parte. Se così non fosse, dovremmo immaginare che anche la protesta dei ministri fosse, come per gli altri manifestanti, contro la Chiesa, e contro il capo di un altro Stato. Forse Prodi, già impegnato in Irak e in Afghanistan, finirà con l’essere trascinato a dichiarare guerra al Vaticano. E adesso, poveruomo?