Bagnasco: «No alla prostituzione di Stato»

«Certamente la Chiesa non vede bene la istituzionalizzazione della prostituzione». Lo ha detto ieri l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, rispondendo ad alcuni giornalisti in merito al recente dibattito innescatosi nel capoluogo ligure su sollecitazione del candidato sindaco della Cdl, Enrico Musso. A questo riguardo Musso, rispondendo ad un cittadino esasperato per i traffici loschi in atto nel suo quartiere, aveva portato l’esempio di Anversa, città portuale belga simile a Genova, che alle prostitute ha riservato due strade collegate da una galleria costruita ad hoc. Tuttavia Musso aveva aggiunto di non avere alcuna proposta concreta a riguardo, ma che «si dovrebbe intervenire su un tema ignorato dalla sinistra e che rovina la vita a chi vive nei quartieri di Genova dove dilaga il fenomeno».
Bagnasco, che ha parlato prima di celebrare il precetto Pasquale nello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, ha sottolineato che «questo è il pensiero della Chiesa da sempre».
«La dignità della persona umana e della donna in modo particolare - ha aggiunto - è un principio generale perchè va al di là della persona umana, uomo o donna che sia. Questo è il pensiero della Chiesa ed è anche il mio pensiero. Ogni altra considerazione non può non tenere conto di questo dato fondamentale».
Monsignor Bagnasco ha colto l’occasione per parlare anche di altri temi di stretta attualità, soprattutto di quelli relativi alla polemica in corsa sui Dico. «La coppia dell'uomo e della donna aperta alla vita, luogo di educazione, di civiltà, di fede per chi è credente e di umanesimo, sono il nucleo fondante di ogni società», ha ribadito il presidente della Cei. «La Chiesa - ha detto Bagnasco conversando con i giornalisti - ha sempre promosso e difeso la libertà di opinione e di espressione nel rispetto di tutto e di tutti, senza accanimenti di tipo ideologico, e quindi in questo senso vede qualunque espressione delle proprie opinioni certamente in maniera civile come un tratto di civiltà e di democrazia».
«Per quanto riguarda la prevista ed annunciata, non so ancora se definita, manifestazione a favore della famiglia fondata sul matrimonio - ha aggiunto - rientra in questo quadro di principio generale e di diritto. Certamente il fatto di favorire la famiglia fondata sul matrimonio corrisponde a quello che la chiesa ed il magistero hanno sempre affermato con grande chiarezza e con grande serenità nello stesso tempo».