Bagnasco: silenzio politico cattolici è tradire il Vangelo

Il presidente della Cei fa un appello affinché i cattolici evitino di restare in silenzio, sui principali temi politici, per evitare possibili divisioni: "L’afasia convinta o tattica su altri versanti
ritenuti divisivi e quindi inopportuni significherebbe tradire il Vangelo e
quindi Dio e l’uomo"

Reggio Calabria - I cattolici rivendicano il diritto di "alzare la voce" intervenendo senza autocensure nel dibattito politico. Chiedere il silenzio dei cattolici significherebbe "tradire il Vangelo". Lo ha affermato il presidente della Conferenza episcopale, cardinale Angelo Bagnasco, aprendo la 46^ Settimana sociale dei cattolici italiani a Reggio Calabria. "Aspettarsi che i cattolici si limitino al servizio della carità, perché questo è un fronte che raccoglie consensi e facili intese, chiedendo invece l’afasia convinta o tattica su altri versanti ritenuti divisivi e quindi inopportuni significherebbe tradire il Vangelo e quindi Dio e l’uomo".

Le accuse di confessionalismo "Dispiace constatare che qualunque dichiarazione la Chiesa faccia a riguardo dei valori morali - ha affermato Bagnasco - sia bollata da qualcuno di confessionalismo, come se si volesse imporre alla società pluralista una morale cattolica". La questione è un’altra, ha aggiunto il presidente della Cei citando Benedetto XVI, e nasce dall’esigenza di trovare "il fondamento etico per le scelte politiche".

I cattolici e la politica "La tradizione cattolica sostiene che le norme obiettive che governano il retto agire sono accessibili alla ragione - ha spiegato ancora - e quindi "il ruolo della religione nel dibattito politico non è tanto quello di fornire tali norme, come se esse non potessero essere conosciute dai non credenti, e ancora meno è quello riproporre soluzioni politiche concrete, cosa che è del tutto al di fuori della competenza della religione".

L'interesse generale Ad essa spetta invece "aiutare nel purificare e gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi, un ruolo correttivo che tuttavia - ha osservato il porporato - non è sempre bene accolto". "La Chiesa - ha concluso Bagnasco - non cerca l’interesse di una parte della società, quella cattolica o che in essa comunque si riconosce, ma è attenta all’interesse generale".

Il Papa: nuova leva di politici cattolici Benedetto XVI rinnova l’appello perché sorga una nuova generazione di cattolici che si impegnino nell’attività politicà. E "senza complessi d’inferiorità", aggiunge il Papa nel messaggio inviato al presidente della Cei, cardinale Bagnasco, in occasione della Settimana sociale. Il Papa esorta le istituzioni ad assicurare alla famiglia efficaci misure di sostegnò. E chiede regole sull’immigrazione che favoriscano l’inclusione degli stranieri. "La presenza dei cattolici in politica - scrive papa Ratzinger - certamente, non s’improvvisa; rimane, piuttosto, l’obiettivo a cui deve tendere un cammino di formazione intellettuale e morale".