Bagnasco: «Slogan inqualificabili, bene le condanne»

Roma. Una manifestazione «inqualificabile», che per fortuna «è stata è stata immediatamente respinta dall’opinione pubblica generale come gesto insensato, immotivato e irragionevole». Così l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco, che al Sir ha definito «molto confortante» la «convergenza di riprovazione e di condanna» delle «inattese e inqualificabili espressioni» di martedì scorso contro il Papa e contro il presidente della Repubblica, ai quali, ha aggiunto, i vescovi esprimono solidarietà e stima. Per il cardinale, «invece che puntare ad un costruttivo seppur pluralistico dibattito di idee circa i problemi dell’attualità politica, si è scivolati in una goliardata turpe e indecorosa», con «volgarità abissali, che come tali non vanno neppure commentate perché defluiscano là da dove sono venute. Semmai una considerazione andrebbe fatta su certa idea di politica che si vuole confinante con un certo modo di vivere lo spettacolo e che finiscono invece per corrompersi a vicenda». Ad un vescovo - aggiunge Bagnasco - interessa immensamente di più l’ondata di affetto che in questa circostanza sta salendo verso il Papa. Lo stesso dicasi per le manifestazioni di vicinanza e di solidarietà espresse al Capo dello Stato.
Ieri anche il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, nel suo intervento al convegno «La costituzione italiana, tra riforme e laicità» in Campidoglio, è tornato a condannare gli organizzatori del «No Cav day» di piazza Navona: «Devo deplorare l’atteggiamento della rivista Micromega. In passato è stata promotrice di un dibattito proficuo con il cardinale Joseph Ratzinger. Lo stesso Santo Padre oggi è bersaglio di attacchi nelle riunioni che la rivista organizza».