Un bagno di folla tra flash e consigli

Scambio di battute tra il leader della Cdl e i turisti nella sera di Ferragosto: «Se c’è una crisi il bravo imprenditore esce più forte...»

da Porto Rotondo
Silvio Berlusconi sceglie di giocare in casa per mettere un «punto fermo» nel futuro della politica italiana: la guida del centrodestra nel 2006 sarà ancora lui. Lo fa la sera di Ferragosto, godendosi un grande bagno di folla nella piazzetta di Porto Rotondo a pochi passi dal buen retiro di Villa La Certosa. Il blitz a sorpresa del Cavaliere scatta verso le otto. Dopo la consueta tappa al negozio di cristalloterapia, Berlusconi si intrattiene per un'ora con giornalisti, curiosi e simpatizzanti.
È un susseguirsi di dichiarazioni politiche (con questo governo «abbiamo fatto tantissimo»), flash, previsioni elettorali («sono molto sereno») autografi, analisi sulla situazione del Paese («lo 0,7% di pil indica un’inversione di tendenza significativa»), attacchi al centrosinistra (dove «tutti sono contro tutti») e battute. Parla dell’agenda politica («al Cicr anche Fazio esporrà la sua posizione») e firma un autografo, ritorna sulle intercettazioni («meglio tre truffatori o anche un omicida in circolazione che sentirci tutti prigionieri del Grande Fratello che ci sorveglia e ci può ricattare») e si fa riprendere con il videofonino. L’aria di festa lo contagia: «Non dobbiamo vivere con l'incubo di un attentato». L’economia? «Va bene, certo potremmo lavorare di più ma - dice scherzando ai turisti che lo assediano - siete tutti in vacanza». Un unico momento di gelo quando tocca il tema premiership: «È mia, punto e basta».
Ma ci vuole ben altro per rovinare l'umore di Berlusconi immerso in un mare di folla che lo abbraccia e se lo litiga per una stretta di mano. Lontano dai veleni dei palazzi della politica sta meglio e si vede. Il Cavaliere è in forma e felice sull’onda lunga della «positiva» serata del giorno precedente in cui c’è stata la vittoria del Milan al «trofeo Berlusconi». Sfiora persino l’ecumenismo calcistico e si dice dispiaciuto per «l'episodio sfortunato» di cui si è reso protagonista Gigi Buffon che «ha guastato, rovinato la serata». Un piccolo imprenditore, preoccupato per l’aria di crisi, gli chiede un consiglio. Berlusconi lo rassicura: «Se c'è una crisi il bravo imprenditore esce più forte». C’è anche un siparietto calcistico con una bambina di tre anni. Dopo la domanda di rito sulla squadra del cuore, la bimba, nonostante i segnali dei genitori si professa nerazzurra. Berlusconi non si scompone: «Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e portare avanti con convinzione le proprie idee». La folla s’ingrossa con il passare dei minuti e tra gli eleganti vialetti di Porto Rotondo si crea un ingorgo. Un signore protesta perchè è tutto bloccato. Berlusconi un po’ sconsolato commenta: «Sì, come al solito è sempre colpa mia».