È bagno di folla: «I traditori cambieranno idea»

MilanoIeri mattina, verso le 11,30: via Torino, una delle vie commerciali più antiche e blasonate del centro di Milano, è in pieno fermento. I milanesi si sono svegliati presto per dedicarsi allo shopping natalizio. I tram sferragliano, i clacson si inseguono da una parte all’altra della strada, la gente chiacchiera, si saluta, il sole splende a due passi dal Duomo. All’improvviso, tutto si ferma. Flash. Flash. Da un’auto scende a sorpresa il premier, che ha voluto fare un improvvisata nelle vie della sua Milano. La gente comincia a darsi di gomito, le sciure impellicciate si voltano, è tutto un estrarre i cellulari e scattare foto: «Guarda, c’è Berlusconi!», «Silvio resisti!», «Non mollare!», «Bravo!». A un anno esatto - era lo scorso 13 dicembre - dall’aggressione di Massimo Tartaglia in piazza Duomo, il Cavaliere è di nuovo nella sua città natale. Sorride, è di ottimo umore.
Berlusconi si avvicina al gazebo allestito dai Promotori della libertà per la raccolta delle firme a favore del governo. «Questa è un’operazione di amore e di verità per difendere il nostro governo - dichiara ai presenti - e il voto che abbiamo preso dagli italiani. È un piacere avervi qui così tanti per difendere il vostro voto. Martedì - assicura - ci sarà la maggioranza alla Camera, ma i numeri saranno inferiori al passato. Quindi sarà più difficile governare e approvare in Parlamento le leggi proposte dal governo. Ma io credo che andremo avanti lo stesso. Non ci saranno molti ingenui tra i parlamentari a farsi attirare dai pifferai del terzo polo». Accanto al premier l’anima dell’ala movimentista del Pdl e presidente dei Promotori della libertà: il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Con loro il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa, il coordinatore regionale Guido Podestà, una sorridente Licia Ronzulli (europarlamentare Pdl) e la consigliera regionale Nicole Minetti. I milanesi sgomitano, vogliono stringere la mano al premier, «rubare» uno scatto. «Io dovrei andare a fare la spesa, poi in palestra - confessa una signora all’amica - ma lo voglio vedere. Solo una foto e poi vado».
A incrinare l’atmosfera gioiosa, l’ombra dei traditori in Parlamento, «quei deputati - spiega alla folla Berlusconi - che si staccano dalla maggioranza non per ragioni politiche ma per ambizione personale. Spero che molti di loro cambino idea e ci ripensino per potersi guardare allo specchio senza vergognarsi». Una smorfia di fastidio attraversa il volto del premier al pensiero di «chi è stato eletto sotto il simbolo del Pdl e la scritta “Berlusconi presidente” e ora tradisce il mandato degli elettori: dovrebbero fare una riflessione profonda se vale la pena consegnare l’Italia a una crisi che sarebbe di nocumento a tutti. Credo che ci saranno molti ripensamenti».
Una firma al gazebo e poi via, una passeggiata per il centro quasi a esorcizzare il ricordo di quel nefasto giorno di Santa Lucia del 2009. Da piazza Santa Maria Beltrade a via Spadari il percorso è molto breve - qualche decina di metri - ma la folla che lo acclama, che si accalca, fotografi e cronisti che si rincorrono rendono il cammino difficoltoso. Il Cavaliere sorride, non si nega a nessuno, ascolta i consigli delle sciure, si concede ai flash sotto le bandiere. È il momento di una pausa: Berlusconi entra da Peck, il tempio della gastronomia, «simbolo del Natale milanese e dell’imprenditoria lombarda». Via Spadari non è mai stata così gremita, mai la gastronomia così desiderata, ma ormai i giochi sono fatti: chi è dentro Peck è dentro, chi era fuori, rimarrà con un palmo di naso fuori. Dopo aver salutato calorosamente i clienti del negozio, accompagnato dai ministri Brambilla e La Russa, il Cavaliere si intrattiene per un po’ coi titolari. C’è il tempo per assaggiare alcune chicche della mecca del gusto, parmigiano reggiano stagionato, prosciutto crudo e bresaola, e per farsi raccontare la storia dell’azienda. All’uscita è Berlusconi - che mezz’ora prima ha firmato al gazebo la fiducia al governo - a confortare i suoi sostenitori: «Abbiate fiducia, l’Italia non va male e andrà sempre meglio».
Le iniziative di solidarietà al governo proseguono anche oggi: il Pdl lombardo ha organizzato per le 10 una manifestazione al Centro congressi della Provincia con il coordinatore Podestà, il ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini, il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani, il sindaco di Milano Letizia Moratti e Licia Ronzulli. Alle 11 il premier interverrà al telefono. Verso le 11,15 partirà il corteo alla volta di piazza Duomo, dove sul palco allestito davanti al gazebo si terrà una «maratona oratoria» che si chiuderà con il videomessaggio del premier.