Il Bagnun di Sestri Levante vuole entrare nel Guinness

Maria Vittoria Cascino

da Riva Trigoso

Il Bagnun dei rivani che fa il giro del mondo e torna puntuale nella tre giorni che ormai è storia. Questa sera con la mostra fotografica e un saggio di danza e domani alle 20 con la distribuzione gratuita di migliaia di porzioni. Occhi al mare e acciughe perse in quei pomodori pachino cotti per ore dagli uomini del Comitato del Bagnun. Maglia a righe e pon-pon rosso sul basco blu, a rimestare nel tegame, che quel piatto nutriente e povero quante generazioni ha cresciuto. Acciughe e gallette, servite in un succulento intingolo di aglio, prezzemolo e pomodoro. È il bagnun. Da oltre quarant'anni.
Una distribuzione propiziatoria, perché il legame col mare non si perda. Perché le radici non si confondano. Begnun che non mancava mai nei menù di bordo, dai leudi ai piroscafi, dalle navi a palo ai pescherecci, purché nell'equipaggio si contasse un cuoco, un nostromo o un comandante rivano.
Numeri da guinness per un'affluenza da record: 350 kg di pomodori «pendini», 30 di cipolle, 10 di aglio, 5 di prezzemolo, 50 d'olio extravergine d'oliva, 120 di gallette e oltre 500 chili di acciughe. Franco Po, Presidente e anima del Comitato, l'ha raccontata al mondo questa delizia. Gianremo, qualche primavera e un passato di mare e polpi, butta giù un bianchetto fresco e frizzante e torna a pulire le acciughe. Casse su casse. Le mani esperte e il gusto dell'esser un borgo stretto al mare. Ti racconta dei tedeschi impazziti per il bagnun, dei controlli alle frontiere con il sugo pronto e le cassette di pesce sotto ghiaccio. Una storia che parla il dialetto stretto di Riva che non è Sestri. Una storia che vuole vivere perché la tradizione diventi marchio di qualità. Da sagra locale a manifestazione di respiro internazionale che offre spunti per discutere di pesca. Tant'è che Confcooperative Federcoopesca, col supporto di Mare In Italy sosterranno la sagra insieme a Regione, Comune, APT Tigullio e Fondazione Carige. Tra gli eventi collaterali la Pescaturismo, con uscite in barca insieme a pescatori per capire le dinamiche d'un mestiere e conoscere la vita del nostro mare. Ci sono ancora dei volti asciugati dal sole e dal mare, gli occhi stretti all'orizzonte: sono quelli della vecchia guardia, che passano il testimone, ma continuano a presidiare la postazione, anche solo per controllare che il sugo non si attacchi. È anche questo la kermesse gastronomica, rigorosamente gratuita grazie ai volontari che puliscono, cuociono e distribuiscono oltre 5000 piatti di prodotto nostrano, direttamente dai pescherecci ai pentoloni della struttura allestita sulla spiaggia. Un esempio esportabile di sinergia tra turismo, promozione del pesce azzurro e tradizioni gastronomiche. Domani la grande abbuffata. Intorno alle 21.00 un'orchestra a scandire la degustazione. Alle 22.00 il concerto di Dino a sfumare alle 23.30 sul trionfo pirotecnico. Che il Comitato non ha badato a spese: mezz'ora di fuochi che il rito va celebrato fino in fondo. Domenica la chiusura alle 21.45 con le canzoni anni Sessanta-Settanta degli Homo Sapiens.