Dalla Baia del Silenzio i turisti non scappano malgrado sporco e rom

Anomalie d'una Sestri Levante che ha abiurato fabbrica e affini per brillare di turismo. Perché il turista che ’sta Sestri se la sceglie, magari ci arriva in macchina e magari posteggia nel nuovissimo e già acciaccato park di Sant'Anna, giusto all'ingresso della passeggiata a mare, davanti al cartello con tanto di tariffe non può che stupire: da maggio a settembre 10 euro al dì, 30 euro a settimana e 150 al mese. Ops, due conti veloci e il domandone: che un abbonamento mensile costi più della somma di quattro settimanali? Ebbene sì, e non resta che settimanalmente rinnovare. Piazzata l'auto, c'è da godersi quanto può questa città spaparanzata su due mari, fascinosa e morbida eppure contraddittoria. Spiagge un po' così, ci sono ancora i rami secchi, portati dalla mareggiata, accatastati ai lati del torrente Gromolo, che bel bello si ficca in mare. E lì accanto, prospiciente il canneto, quella lingua di spiaggia libera letteralmente presa d'assalto. Peccato sia senza servizi e si fregi di un solo rubinetto con tubo tirato: l'acqua in uscita finisce direttamente sulla sabbia creando una puccia sublime. Dettagli. A crescere però. Come lo sversamento in pieno luglio di liquami in mare per problemi al sistema fognario (che dovrebbe essere monitoratissimo in una città balneare!), analisi batteriologica alle stelle in mare e divieto di balneazione per alcuni giorni con grave danno economico e d'immagine. C'è poi la passeggiata-suk: merci varie sistemate e vu’ cumprà multietnici di punta. Gli agenti della Polizia Municipale? Viaggiano in coppia, sollecitano gli abusivi a levare le tende e riprendono il cammino. Con pochi risultati, che tutto si ricompone non appena i due svaniscono all'orizzonte. Faccenda incancrenita che s'allarga ai romeni bivaccanti nei centralissimi giardini pubblici. Magari un po' defilati, magari bevuti, magari poco in sintonia col sito dedicato a Mariele Ventre, che i vocalizzi in cui questi si misurano sono altri, specie quando il tasso alcolico cresce e il lungomare e più agreeable. Resta un giro in quel gioiellino che è la Baia del Silenzio, ma la musica è la stessa: spiaggia libera, sporca e senza servizi, con pescatori e diportisti sul piede di guerra per la nuova concessione dell’arenile e il salasso in arrivo. Altro pasticciaccio la viabilità e le sue evoluzioni-involuzioni quanto a nuova strategia del traffico. Ecco piazza S. Antonio, su cui confluiscono quattro strade (con semaforo disattivato in favore di rotonda sperimentale con precedenza assoluta ai pedoni), alle 12 di un sabato e domenica di luglio: code nei quattro sensi e due-vigili-due impegnati per consentire ai pedoni di attraversare. Mica finita, che qualche centinaio di metri più in là tocca al semaforo intelligente di Pietra Calante dare il meglio di sé, ora addormentato sul rosso, ora impazzito tra verde e giallo. Ma l'estate è colore e Sestri la bella chioccia, che i turisti arrivano lo stesso, no?