Baldini, mostro di regolarità nelle grandi prove

Stefano Baldini in chiaroscuro, secondo alcuni, a conclusione di una stagione che lo ha visto primeggiare nella prova europea e arrivare solo sesto, contro tutte le previsioni che lo davano vincente, alla maratona di New York. Un giudizio ingrato - nella corsa della Grande Mela, Stefano è risultato il primo dei «bianchi» e degli europei dopo la solita infornata di atleti di colore - soprattutto alla luce dei tempi e dei risultati analizzati, come si suol dire, al microscopio. L’analisi è stata fatta da un illustre giornalista sportivo, Roberto Quercetani, sulle pagine della rosea dopo aver preso in considerazione annata di maratone e prestazioni di protagonisti. «Un sesto posto - si legge - in 2h11’33“ su un percorso che non è tra i più veloci al mondo non appare a prima vista un risultato eclatante, ma bisogna considerare che Baldini era alla sua terza maratona stagionale (Londra, Europei, New York) nell’ arco di 198 giorni. Fra i maratoneti di elite è oggi rarissimo che qualcuno affronti la prova più di due volte all’anno, la stragrande maggioranza si limita a due gare, per lo più in una delle classiche di primavera e in una di tardo autunno. Le eccezioni alla regola del due sono state assai rare nei primi sei anni di questo secolo, periodo in cui il pianeta maratona è assurto a nuovi vertici in materia di premi in palio nelle classiche. Baldini è anche qui un’eccezione perché aveva già fatto tre maratone nel 2001. E la sua media nelle tre gare fu di 2h 10’ 42“.
Ebbene, quest’anno ha fatto leggermente meglio con 2h 10? 35“...Il record in materia, sempre per il periodo 2001-2006, è detenuto dal keniano Korir che nel 2003 ottenne in tre gare 2h 09’ 18“. Dalla tabella a fondo pagina si evince che Baldini è al quarto posto tra i migliori «triplisti» del periodo esaminato. Tra coloro che lo precedono, Jifar nel 2001 si concesse addirittura un pasto pantagruelico: quattro maratone sull’arco di 9 mesi, con una media di 2h 11’ 11“
In quella che è la gara più imprevedibile dell’ atletica, Stefano Baldini è davvero un modello di regolarità, da tutta la sua carriera scaturisce soprattutto questa indicazione: rende meglio nelle gare più serie, dove sono in palio grandi titoli e dove viene meno il ruolo delle lepri. Di fronte al suo raccolto in queste gare (un oro olimpico, due bronzi ai Mondiali e due ori agli Europei) sembra impallidire il meglio da lui stesso messo insieme nelle classiche: due secondi posti a Londra e un terzo a New York rispettivamente su sette e quattro tentativi. Il fatto poi che abbia ottenuto il suo miglior tempo proprio in una classica (Londra, 2h 07’ 22“) non può contraddire il giudizio perché in queste gare gli organizzatori hanno interesse a che i tempi siano eclatanti.

La statistica
2003 Korir (Kenia) con una media di 2 h 09’ 18“
2001 Jifar (etiopia) con una media di 2h 09’ 31“
2002 Kipkoech ( Kenia) con una media di 2h 10’ 33“
2006 Baldini (Italia) con una media di 2h 10’ 35“