Baleniera giapponese incagliata in Antartide. Rischio disastro ecologico

Canberra - Il giaccio minaccia di bloccare una baleniera giapponese alla deriva nelle acque dell'Antartide. La denuncia arriva da alcuni gruppi di attivisti, preoccupati del pericolo per una colonia di pinguini che vive e si riproduce nella zona. La Nisshin Maru, una baleniera da ottomila tonnellate battente bandiera giapponese, è stata fermata dopo che un incendio - che aveva causato anche la morte di un uomo dell'equipaggio - aveva fatto nascere il rischio che petrolio o agenti chimici si spargessero in una delle ultime zone incontaminate del pianeta.

No agli aiuti I giapponesi hanno respinto le offerte di aiuto dell'associazione ambientalista Greenpeace di rimorchiare la nave in un porto dove possa essere riparata, ma gli attivisti insistono perché hanno paura che la nave venga intrappolata dai blocchi di giaccio che si stanno dirigendo verso di lei. "C'è un grosso blocco di ghiaccio a Est che si sta muovendo, se il vento dovesse cambiare spingendolo verso di noi ci troveremmo intrappolati nel ghiaccio", ha detto Reuters la portavoce di Greenpeace Sarah Holden, in collegamento dall'area con un telefono satellitare.

Petrolio Greenpeace è diventata in questo periodo alleata del Giappone, perché teme che le mille tonnellate di petrolio a bordo della nave possano riversarsi nel mare dell'Antartide e poi arrivare a una zona utilizzata dai pinguini adelia per riprodursi, che si trova a soli 117 chilometri di distanza. Gli elicotteri di ricognizione della nave Esperanza di Greenpeace hanno detto che i blocchi di ghiaccio si stanno avvicinando alla velocità di cinque chilometri al giorno e che la Nisshin Maru è andata alla deriva per 48 chilometri a nord durante la notte. "L'unica cosa che possiamo prevedere e che il ghiaccio continuerà ad aumentare e a espandersi, perché siamo in inverno", ha detto Holden.

Motori fermi L'equipaggio della Nisshin Maru ha riavviato uno dei generatori della nave per far ripartire il riscaldamento, ma i motori non sono ripartiti e la nave rimane ancorata ad altre due navi baleniere, ha detto il portavoce della marina Neozelandese Steve Corbett. "Il nostro interesse e il nostro desiderio è che riescano ad andare verso nord il più in fretta possibile", ha detto Corbett.