Ballack toglie la Germania dai guai

I tedeschi battono l’Austria e passano. I due allenatori litigano, vengono espulsi, poi vengono accolti in tribuna dalla Merkel. Il fantasista decide con una punizione da lontano

Vienna - Una delle critiche che più comunemente vengono rivolte a Michael Ballack è quella di adeguarsi con troppa facilità al livello della partita, senza saperlo modificare come dovrebbero fare i campioni. Ieri sera però Ballack ha deciso la partita al 49', con un bellissimo calcio di punizione, collo destro pieno all'incrocio dei pali, allontanando ulteriormente dagli austriaci il confine della qualificazione che già, al di là delle tensioni, delle rievocazioni e dei proclami della vigilia, non era vicinissimo alla squadra di Josef Hickersberger, palesemente inferiore eppure fiduciosa in una sorta di spinta messianica derivante dal genio del Prater, dalla folla (ma i tedeschi erano quasi metà dei 51.000 presenti), da chissà cosa.

La Germania passa il turno senza eccellere, ma in queste manifestazioni quel che conta è valicare la prima fase a girone, poi il conto si riazzera e nelle partite secche ce la si può giocare con tutti, anche se il Portogallo attuale, per la sua vivacità, preoccupa parecchio una squadra che di rapidità non ne ha molta. Ieri la Germania ha concesso solo qualche spunto all’Austria: un mancato aggancio di Hoffer in area su un rimpallo, un rasoterra di Aufhauser deviato in angolo da Lehmann, un colpo di testa alto di Fuchs, tutto tra il 19' e il 36' del primo tempo, oltre ad un'incursione di Ivanschitz all'81' ed un sinistro ravvicinato fuori ancora di Hoffer tre minuti dopo. Per il resto i tedeschi hanno tenuto fede al luogo comune sulla loro solidità, pur senza difendere in nove come facevano i loro avversari, che a volte tenevano il solo Hoffer più avanti della linea della palla. Il momento di maggiore controversia era venuto al 41', quando l'arbitro Mejuto Gonzalez aveva espulso sia Hickersberger sia il suo rivale Joachim Löw, che salivano direttamente in tribuna dove trovavano a salutarli il Cancelliere Angela Merkel. Löw, che ha poi lasciato la gestione tattica al suo vice Hans-Dieter Flick, dotato di camicia bianca con maniche arrotolate che è ormai d'ordinanza per lo staff tedesco, era partito con una modifica difensiva rispetto alla squadra che aveva perso contro la Croazia: Jansen fuori, rimpiazzato da Friedrich che però si è messo a destra lasciando che Lahm riprendesse posizione sulla fascia opposta, più abituale. È bastato per domare l'Austria, lievemente più pericolosa quando ha cercato di attaccare la difesa palla a terra che con i cross, sui quali i due centrali tedeschi sono stati ineccepibili.

È probabile che Löw continui con questi uomini, ma è da valutare la posizione di Gomez: va bene aprire gli spazi e incrociare con Klose, ma con lo Stoccarda Gomez è un centravanti che segna spesso, qui non c'è riuscito, complice un rimbalzo fasullo, nemmeno a due metri dalla porta, dopo cinque minuti.