A «BALLANDO» CHE STRANA GIURIA

Chissà se almeno nella prossima edizione di Ballando con le stelle (sabato su Raiuno, ore 21) il pubblico avrà modo di conoscere con precisione i criteri in base ai quali la giuria «tecnica» dispensa i voti ai partecipanti alla gara. Non sarebbe una cattiva idea, perché questa significativa lacuna è, insieme al protrarsi dello spettacolo fino all'una di notte, una delle poche note stonate di una trasmissione indovinata e gradevole. Nel corso dei mesi il Telediario ha ricevuto lettere che si lamentano delle sperequazioni, delle ingiustizie, dei favoritismi, dell'aleatorietà dei voti della giuria. Che prima avrebbe cercato in tutti i modi di aiutare Maradona (finché era in gara) per questioni di audience. Poi, secondo un altro lettore, avrebbe sempre premiato oltre i meriti Masciarelli solo per questioni di simpatia e non certo per le capacità di ballerino. Quindi, secondo altri, avrebbe penalizzato nei giudizi le coppie più brave (tipo quella capitanata da Cristina Chiabotto e dalla Cannata) poi riportate in testa alla classifica dal televoto del pubblico, dimostratosi più obbiettivo dei giurati doc. Le lamentele hanno un fondamento per almeno due ragioni plausibili: innanzitutto per il fatto che la gara viene presa molto sul serio dai partecipanti, il cui impegno nel migliorarsi strada facendo e nel correggere i propri errori è un motivo non sottovalutabile del successo della trasmissione, del suo appeal su un pubblico che si appassiona agli sforzi dei ballerini. Vanificare questa serietà di intenti con una serie di giudizi non motivati, quasi mai spiegati, sovente discutibili in maniera evidente, va a scapito della serietà di una cornice in cui il sano aspetto agonistico non è meno importante di quello più propriamente gioioso. In secondo luogo i telespettatori avrebbero modo di imparare qualcosa in più del ballo, delle sue tecniche, del corretto modo di approcciarlo, se si capisse il criterio di valutazione che sta dietro un voto insufficiente o uno da punto esclamativo. Ne guadagneremmo tutti in conoscenza e la disciplina del ballo avrebbe meno segreti, a vantaggio di una sua diffusione «colta» nel senso più autenticamente popolare del termine. Inoltre le coppie in gara, sovente perplesse per l'esito della votazione, non avrebbero più motivo di lamentarsene in modo più o meno sibilante. Per il resto Ballando con le stelle sta piacevolmente confermando, anche in queste puntate di avvicinamento alla conclusione, che i vip quando ballano non danno il peggio di sé come accade invece quando si trasferiscono su un'isola, o mettono su un ristorante, o vengono ospitati in una beauty farm o in una fattoria.