The Ballarò style

Manuale per una campagna elettorale finalmente low profile, rispettosa, educata, intrisa di understatement, senza Di Pietro, senza Travaglio, senza niente. Lezione numero quattro. 1) Laddove si ricreasse un’inevitabile discussione sulle responsabilità della decrescita economica del Paese, evitare di scagliare ogni colpa sul precedente governo Prodi e inquadrare semmai la faccenda a margine di flussi e riflussi internazionali; 2) asserire, di seguito, che i fattori e le forze che ormai dominano l’economia, indipendentemente dai governi in carica, non dipendono più dalle politiche nazionali essendo di fatto sovranazionali e comunque extraeuropei: dai cambi tra le valute, decisivi per le esportazioni, ai saggi di interesse, decisivi per gli investimenti e i bilanci pubblici, sino al costo del petrolio, decisivo per la produzione industriale e per il tenore delle famiglie; 3) guardare la controparte mentre cerca di approfittare del vostro low profile per sostenere che il governo Prodi infatti ha fatto il possibile, e che Berlusconi piuttosto ha le sue colpe; 4) ora, e solo ora, precisare che il governo Prodi in effetti non ha potuto inventarsi una ripresa economica, epperò ha potuto frenarla con politiche fiscali dementi; 5) ora, e solo ora, picchiarsi come sempre.