Ballardini si copre: Zarate unica punta e «mucchio» dietro

Senza degnare di nota le statistiche, ma ad ascoltare la voce degli storici, non v’è mai stato derby prima d’ora con una vigilia più rassegnata di quella attuale. Nelle recenti stracittadine neanche quando Papadopulo subentrò a Caso proprio per sedersi in panca prima d'affrontare la Roma quasi cinque anni fa e nemmeno quando i giallorossi inanellarono le 11 vittorie di fila, ci fu u pre-gara così arrendevole in casa Lazio. Stavolta il popolo biancoceleste sogna a malapena uno striminzito pareggio tant’è convinto, suo malgrado, della superiorità avversaria. Senza lo straccio d’un successo da agosto, con un tecnico da tempo sulla graticola e un patron, il meno amato della storia laziale, contestato anche solo quando respira. Certo, la storia racconta anche che chi parte sfavorito generalmente vince: accadde la prima volta nel ’74, quando la Lazio scudettata venne sconfitta a sorpresa dall’1 a 0 griffato da De Sisti, e vanno almeno ricordate le due sfide vinte (1989 e 2005) con Di Canio goleador, sfide dove il pronostico della vigilia veniva scommesso a senso unico in favore della Roma. A Formello vige il «tutti-zitti» da tempo immemore, già è tanto aver sentito parlare Ballardini quando è stato costretto dall’Uefa in occasione dell’Europa League. Deriva così da via di Santa Cornelia la certezza d’un assordante silenzio, che rischia di trasformarsi in chiassosa contestazione in caso di ko questa sera dopo il match con i cugini. Al momento ci si consola col recupero di Radu, che potrebbe giocare dal primo minuto. E, stando alle indicazioni provenienti dal terreno di gioco, il ravennate medita di escludere dall’undici di partenza Rocchi per rafforzare il centrocampo inserendo Mauri sulla trequarti, così da avere in fase avanzata il solo Zarate. Giocherà Muslera fra i pali, coperto dalla Maginot impostata su Siviglia, Stendardo e Radu. Poi, confermata la linea a quattro di centrocampo formata da Lichtsteiner, Brocchi, Baronio e Kolarov, l’ex allenatore di Cagliari e Palermo affiderà la cabina di regia a Matuzalem e la fase offensiva - appunto - a Zarate. Ballardini rischia di vivere il suo primo e ultimo derby cittadino, dopo averne persi due regionali lo scorso anno (0-2 e 0-4 alla guida del Palermo contro il Catania), nonostante le rassicurazioni di Lotito. È uno dei tanti numeri del derby, chiave di lettura utile per tentare di «anticipare» la sfida di questa sera. Gli altri (numeri) dicono che campionato la vittoria manca da 12 turni, tre mesi nel corso dei quali i biancocelesti hanno ottenuto 7 pareggi e patito 5 sconfitte: l’ultimo successo è datato 30 agosto, 2-1 a Verona sul Chievo. Sì, la squadra laziale è reduce da due pareggi consecutivi (doppio 0-0) in campionato, ottenuti a Napoli e in casa contro il Bologna. Ma l’ultimo incontro in cui hanno segnato (e subito gol) risale all’8 novembre, quando venne sconfitta all’Olimpico (1-2) dal Milan. E c’è da aggiungere che il gol fu in realtà un’autorete di Thiago Silva: da allora sono trascorsi 206 minuti di digiuno assoluto, mentre l’autore del secondo gol milanista fu Pato, e da quel momento sono trascorsi 235 minuti di inviolabilità. Mera consolazione per chi aveva cominciato la stagione con altri presupposti. Poca roba per il vecchio cuore laziale alla vigilia d’un derby.