La «ballata sommessa» di Etty

Mascia Musy dà voce ai diari della Hillesum la giovane ebrea morta ad Auschwitz

Laura Novelli

Una piccola scrivania, un catino d’acqua e uno sgabello. Soltanto questi pochi oggetti per raccontare la vita di una ragazza gioiosa e sognatrice che ha saputo far fronte al dolore con caparbio ottimismo. In Ascoltami bene, intenso monologo scritto da Emanuela Giordano (qui anche nelle vesti di regista) e interpretato da Mascia Musy, sul palcoscenico ci sono solo loro: immobili e seminascosti nell’oscurità. Il resto lo fanno le parole di quei diari e di quelle lettere che (principale fonte ispiratrice del lavoro) Etty Hillesum, giovane ebrea di nazionalità olandese morta ad Auschwitz nel '43, scrisse tra il ’41 e il ’42, mentre la storia si inferociva contro l’uomo e mentre la guerra azzerava ogni possibilità di amore e di fiducia.
Invece lei - fin troppo solare, curiosa e idealista - questo amore e questa fiducia li ha portati sempre con sé. Sia quando, china svogliatamente sulla scrivania, traduceva le corpose pagine di Dostoevskij o leggeva Rilke; sia quando, danzando nell’acqua, amava uno psicanalista molto più anziano di lei; sia quando, raggelata dal terrore, lavorava nel campo di smistamento di Westerbork, in attesa di destinazioni ben peggiori.
E sono proprio queste diverse anime di Etty che lo spettacolo intende restituire, dando ampio spazio alla personalità travolgente di una donna che adorava la vita al punto di non riuscire proprio a comprendere «la necessità del male» che assedia la sua vita; al punto di serbare sempre dentro di sé, anche quando la tragedia era ormai imminente, un grandioso sentimento di pietà.
Nel percorrere i «luoghi» di questa geografia dell’anima così profondamente femminile, la Musy si conferma attrice di estrema sensibilità.
La sua Etty affiora lentamente, poco a poco, grazie a un uso molto espressivo della voce e del volto (gli occhi soprattutto) e ad una spiazzante miscela di toni distaccati e accenti drammatici. Proprio come si trattasse di una ballata sommessa e insieme ostinatamente ribelle.
«Ascoltami bene» verrà replicato nella sala del Piccolo Eliseo fino a domenica 6 novembre.