La ballerina senza braccia commuove il Festival

Nei duetti con ospiti italiani, D’Alessio-Bertè spinti da una megacoreografia con comparse

E dai ammettiamolo: l’apertura del Festival con una ballerina così ha un senso. Simona Atzori. Senza braccia. Un prodigio della volontà. D’accordo, qualcuno potrà anche criticare la scelta. Ma in platea il pubblico è rimasto senza fiato. E ci ha impiegato quasi mezzora prima di riprendersi. Forse una parte del merito è stata di Gigi D’Alessio e Loredana Berte che in pieno prime time hanno portato in scena una versione di Respirare remixata da Fargetta (uno che negli States è andato numero uno in classifica) e accompagnata da quasi cento ballerini. Un putiferio. Però l’Ariston si è acceso, la sala stampa pure e grazie a questa trovata ora la coppia più strana del Festival si gioca davvero un posto al sole. Inutile negarlo: questo brano è fatto apposta per l’easy listening del secondo millennio e ha il suo perché anche nei pronostici dei bookmakers.

In fondo ieri sera è stata la serata giusta prima della finale: tranquilla, contemplativa, sempre più in mano a un Rocco Papaleo sorprendente proprio perché complementare di Morandi. Austero Gianni. Surreale Rocco. Insieme una delle coppie migliori della storia del Festival. Non ci fossero stati loro, lo show ieri si sarebbe trasformato in una passerella di déjà vu, nonostante un buon livello artistico specialmente quando Finardi ha incontrato Peppe Servillo o Arisa ha atteso sul palco l’enorme Mauro Ermanno Giovanardi, rivelazione l’anno scorso con i suoi La Crus e stavolta così umile da mettersi in gioco duettando con quella ragazza dai grandi occhiali che prova a cambiar pelle. Insomma una serata che, attraverso la vittoria dei giovani Social e l’eliminazione di due big (stasera gara a dieci) è diventata il trampolino ideale per una finale che per la prima volta da tanti anni non ha un vincitore annunciato.