Balletti e polizia: la ricetta per Nervi dell’assicuratore

L’assicuratore «assicura» che a Nervi i balletti torneranno. Paolo Sanfelice, sposato con una figlia, nel campo delle assicurazioni da 40 anni, è in corsa per municipio Levante e consiglio comunale con An. Lo manda Carleo. «È stato l'ex maresciallo dei carabinieri, di cui sono amico, a chiedermi per la prima volta di gettarmi nella mischia. Ho accettato con entusiasmo».
Priorità: il rilancio dei parchi?
«Esatto. Abito qui dal 1973, proprio di fronte all'ingresso dei parchi. Ricordo con nostalgia quando avevamo il cinema all'aperto e il festival internazionale dei balletti. Come gruppo di promozione per Nervi una volta organizzammo anche la fiera internazionale canina. Ora non c'è più niente».
Neppure i vigili si fanno vedere.
«Basterebbe che ci fossero al sabato e alla domenica quando i parchi vengono letteralmente presi d'assalto ma il problema vero è un altro».
Prego.
«La nostra è una città conosciuta ormai solo per l'Acquario, se ci fate caso tutte le targhe di auto straniere si trovano lì. È giusto, invece, far riscoprire i tesori nascosti di Genova, magari studiando un biglietto valido per bus, metropolitana e musei, compresi quelli di Nervi. Potrebbero essere gli stessi albergatori a metterli in vendita».
A Nervi c'è un problema sicurezza.
«Lo dice a uno che ha subito due furti in tre anni. Purtroppo ormai da molto tempo i ladri imperversano nella nostra delegazione. Tra le prime cose che andrebbero fatte c'è proprio il ripristino del carabiniere o poliziotto di quartiere e una maggior presenza di forze dell'ordine nelle ore notturne».
Perché votare Musso e non Vincenzi?
«Perché la candidata del centro sinistra è sempre stata la signora del No (alla gronda, alla bretella). Enrico Musso, invece, è una persona propositiva che farebbe fare a Genova un salto di qualità».
Qual è lo slogan di Paolo Sanfelice?
«Non per politica, ma per amore».
Romantico. Tifoso?
«Blucerchiato. Sono stato addetto stampa del club per Paolo Mantovani, l'unico in Italia ad essere intestato a un presidente».