Il balletto sexy di Madonna dà la scossa agli Mtv Awards

La showgirl mattatrice a Lisbona. Un miliardo di spettatori in tutto il mondo

Paolo Giordano

nostro inviato a Londra

Benvenuti nei camerini. Giusto il tempo di concentrarsi, ecco, tutti i ballerini in cerchio e lei a dare pacche sulle spalle: let’s go, forza andiamo. Buonasera signore e signori, ritorna Madonna e lo fa in pompa magna qui al Pavilhao Atlantico di Lisbona per battezzare gli Mtv Europe Music Awards, che sono l’Oscar europeo della musica e ieri sera hanno raccolto diecimila persone in platea e quasi un miliardo in giro per il mondo. Per bussare di nuovo alla porta, toc toc, Madonna ieri è uscita da una sfera stroboscopica portandosi dietro un fisico che, insomma, non fa rima con i suoi quarantasette anni: giubbottino di pelle viola, body minimale che illuminava i glutei, calze a rete e stivaloni con tacco dodici. E pazienza se poi ha cantato così così il suo Hung up: la danza ha assorbito il suo fiato e pure quello del pubblico, che l’ha speso tutto quando il ballo si è spinto oltre. Ammiccamenti. Effusioni. Una mano a sfiorarle il pube. Un abbraccio saffico.
Insomma, sarà pure in versione dance stile anni Ottanta però, dai, qui Madonna è soltanto un bel déjà vu. Ora i tempi cambiano più veloci di lei e basta un gruppetto scosciato come le Pussycat Dolls (in scena poco dopo) a impastare gli stessi ingredienti scandalosi. Eppure: quando è scesa dal palco, Madonna si è trascinata via il boato più caldo del Pavilhao. D’altronde, a spegnere gli entusiasmi ci ha pensato Ali G, il presentatore che ieri sera ha indossato gli improbabili vestiti del «conduttore kazako Borat» con la stessa verve di un funzionario bulgaro: battute incomprensibili, giochi di parole stantii, espressività appassita. Esempio: ha definito «prostitute» le Pussycat Dolls, con una verve da tivù privata anni Settanta. Poi ha fatto fischiare Bush come a una Festa dell’Unità. Evanescente. Comunque è stato lui a menare i giochi sullo strepitoso palco a geometria variabile. I Coldplay bene: la loro Speed of sound è la migliore dell’anno. I Green Day, stanchissimi, sono stati incoronati come miglior gruppo rock e album in assoluto (American Idiot), mentre migliori di tutti sono stati votati (dal pubblico di Mtv) i sorprendenti Gorillaz, il gruppo di cartoon che non è apparso di persona perché contemporaneamente erano a Manchester.
Al loro posto qui sono stati proiettati degli ologrammi, con un esperimento unico al mondo che ha davvero i contorni dell’alchimia. Mentre i quattro ologrammi venivano proiettati, si sono aggiunti i De la Soul in carne (tanta) e ossa (nascoste) a interpretare Feel good inc., che è stato uno dei tormentoni dell’estate. Difatti: gli impalpabili Gorillaz sono stati votati come miglior gruppo in assoluto, a dimostrazione che la musica è al bivio. Il rap esce massacrato dagli Mtv Europe Awards: solo Snoop Dogg ha portato a casa un premio, il resto ciccia. Molto meglio i premiati Negramaro, che in sei mesi sono diventati un fenomeno e quando sono saliti qui sul palco neppure ci credevano, questi pugliesi ancora così candidi. Sono loro, e pochi altri, l’espressione del futuro.
Il resto, almeno qui a Lisbona, è stato manierismo. Bello, bellissimo ma routinario. Anche Robbie Williams, che ha cantato Tripping senza averla neanche provata ed è andato via con la palma di miglior interprete (la donna è Shakira), ha in sostanza timbrato il cartellino, a dimostrazione di una dilagante ipossia creativa. Pochi slanci. Pochi choc. Poche idee. E a differenza dell’anno scorso a Roma, dove Eminem (Eminem!) aveva dato il brivido della contestazione antiBush, stavolta tutto sotto controllo. Neanche una battutina, una protestuccia politica, una nuance polemica. Questo è lo show, bellezza. Oggi, almeno.