Balli, karaoke e karate Così i fumetti manga diventano un musical

PomeziaAnime giapponesi in arrivo e mangamania in versione musical, con karaoke per tutti, arti marziali e scenografici tamburi percossi come da tradizione ancestrale compresi. È lo spettacolare Japan Anime Live, la prima opera pop-giap al debutto europeo (sabato allo Zenith di Parigi, il 6 novembre al Mediolanum Forum di Milano, l’11 novembre al Mandela Forum di Firenze e il 13 novembre al Palalottomatica di Roma), visto che nel Sol Levante è del tutto impossibile mettere d’accordo i giganti dell’animazione intorno a un allestimento corale. Perché di questo si tratta e il palco europeo, più ricettivo e meno rigido quanto a licenze, è in grado di ospitare uno show senza precedenti, con le più prestigiose case produttrici (da Aniplex a Pierrot, da Tv Tokyo a Toei Animation, per citarne alcune) a ruotare intorno a un perno doppio: Anime e Manga. Così ieri, in un capannone gelido alla periferia industriale di Roma, si è officiato un rito solo apparentemente multimediale. Di fatto, gli oltre quaranta atletici artisti che hanno dato vita a una performance d’inedito livello sembravano sacerdoti d’un culto orfico, però popolare, dove le storie dei celebri Gundam e Naruto Shippuden servivano da base ad altro. A mescolare, innanzitutto, il passato (la tradizione del teatro No e Kabuki, l’uso della maschera-trucco, le arti marziali, l’enorme tamburo taiko, percosso da tre diversi ordini di pali-bacchette) con un presente, sostanziato dalle gesta dei Fighting Dreamers, per esempio, o dalle sbalorditive trasformazioni di ragazzi-robot in lotta contro il Male. A regolare la rutilante liturgia dei fumetti in 3D, proiettati su un megaschermo, ci ha pensato Piko, giovane cantante dall’aspetto perfettamente in linea con gli eroi Manga: efebico, dotato d’una potente voce asessuata, quindi perfetta per il karaoke con il pubblico (la trascrizione fonetica dal giapponese consente a chiunque di cantare dal vivo), il performer accompagna gli Ultimi Guerrieri nella Riforma degli Umani, o scandisce esortazioni magiche come Right here! Right now! Burn! («Proprio qui!Proprio adesso! Brucia!», il che piacerà moltissimo agli adolescenti in ardore perpetuo). E come in ogni ritualità, regolata da scansioni del tempo, a tratti Piko, vera celebrità giapponese, cede la scena a narrazioni recitate delle storie a fumetti. Nel primo atto, interpreti vestiti come i loro alter-ego fumettistici raccontano di Naruto e di quanti ostacoli debba superare, per giungere alla consapevolezza di sé. Giovani e scattanti come molle, gli attori-fumetto fanno salti tripli, rimbalzando tra fumi colorati di verde acido e rosa fragola: è il pianeta Manga, restituito nella sua complessità. Una complessità che rimanda a un più ancestrale teatro del mondo, dove Buoni e Cattivi sussistono fianco a fianco, sfidandosi sul terreno della fantasia e di saghe ultratrentennali (come quella di Gundam). Naturalmente, il suono qui conta parecchio e infatti le canzoni delle sigle originali delle serie tv sono accompagnate da Daisuke Asakura, artista di vecchia scuola J-Rock (sue le composizioni di varie musiche per videogiochi). Il climax dello spettacolo fa sì che, dopo aver cotto a puntino la platea con un riepilogo dei tema-songs originali giapponesi, si sferri il colpo di maglio con un recital acrobatico. Dove lo sfoggio di arti marziali, con gli attori pronti a sfidarsi, stilizzandosi come nei videogiochi, viene contaminato da un'aura ieratica alla Rashomon. I combattimenti a due lame diventano più impressionanti, scanditi come sono dal cupo rimbombo dei taiko, un tamburo più grande, davanti al quale s’inginocchia, immobile, un percussionista in kimono, devoto allo spartito e uno più piccolo, regolarmente battuto da un percussionista in piedi. E forse questa parte più vistosa e scenografica, a uso e consumo di platee europee amanti delle tradizioni nipponiche note, è quella più digeribile, se non si è fan accaniti di One Piece, Beach o Fullmetal Alchemist. Il che fa di JAL uno spettacolo non necessariamente indirizzato agli adolescenti. Intanto, i due punti Facebook aperti dagli organizzatori del Japan Anime Live risultano letteralmente intasati di contatti. Per le nostre strade, del resto, non è infrequente vedere ragazze e ragazzi travestiti in stile Manga, al pari dei coetanei di Osaka o Tokyo.