Balli in maschera e di cifre: il Gay pride non stupisce più

Il solito balletto di cifre si aggiunge a quello dei partecipanti al corteo del Gay pride (pardon Roma Pride) che ieri pomeriggio è stato assoluto protagonista del sonnacchioso pomeriggio prefestivo della capitale. Partito, puntuale alle 16, da piazza della Repubblica il corteo si è snodato lungo via Cavour, per poi doppiare piazza Venezia e largo di Torre Argentina, fino all’arrivo a piazza Navona. Gli organizzatori, esultanti, parlando di 400mila partecipanti alla festa dell’orgoglio omosessuale, mentre la Questura propone una cifra ben più misera: appena 10mila persone.
Su una cosa sono d’accordo tutti, o quasi. È stata nel complesso una manifestazione pacifica. Hanno accolto, tutto sommato, in modo positivo il Gay Pride 2008 i gestori degli esercizi commerciali e i romani che abitano in via Cavour, una delle strade della capitale attraversate dal corteo dell’orgoglio omosessuale che ha sfilato nella capitale.
«È stata una manifestazione allegra e si sono comportati in modo civile, non ci hanno dato fastidio». Questo il commento del gestore di un bar di via Cavour. Opinione avallata anche da altri commercianti della strada che lamentano, però, il fatto che questa manifestazione (con la conseguente chiusura al traffico della strada) abbia reso ancor più scarso lo shopping di questo sabato di inizio giugno. Non si lamenta delle vendite, invece, Anna titolare di un bar tabaccheria. Anche i residenti sono rimasti soddisfatti. «Rispetto agli altri anni - dice Chiara, che abita in un palazzo a fine via Cavour, verso i Fori Imperiali - è più piacevole, si sono vestiti anche in maniera meno appariscente e folcloristica».
L’unica voce fuori dal coro è quella di Fabrizio Marrazzo, presidente dell’Arcigay di Roma che lamenta un tentativo di intimidazione da parte di un gruppo di estremisti di destra. Il fatto segnalato da Marrazzo sarebbe accaduto poco prima che il gruppo di testa del corteo raggiungesse il Vittoriano, quando un gruppo di una trentina di ragazzi avrebbe cercato di fare irruzione nel corteo.
A proposito della manifestazione di piazza Navona, gli organizzatori si sbilanciano parlando di un successo straordinario. «Una delle ragioni per cui ci hanno negato il patrocinio - commenta Rossna Praitano del circo Mario Mieli - è che il successo della passata edizione ha oscurato il Family Day».
Di diverso parere l’assessore alle Politiche culturale Umberto Croppi che ha assistito al corteo. «Ero in giro per fare shopping e non potevo non fermarmi a vedere la sfilata». A chi gli ha fatto notare la presenza massiccia al corteo, l’assessore ha replicato: «Un patrocinio non si dà in funzione della quantità dei partecipanti, ma mi sembra che grazie alla ragionevolezza di tutti è stato comunque possibile organizzare questa manifestazione».