Ballo in maschera dei libri perduti

Alla Biblioteca di via Senato una mostra sui roghi del ’900 e sul modo in cui i classici possono sopravvivere alla distruzione: trasformandosi in opera d’arte

Il libro non è mai stato risparmiato dalla violenza della natura e degli uomini, neppure nei «tempi moderni», neppure nel Novecento: potente ma fragile, è stato colpito da alluvioni, incendi, saccheggi, bombardamenti. Un fiume di fuoco e di acqua ha percorso l’Europa e l’Asia dell’ultimo secolo, distruggendo tra le altre, la Biblioteca universitaria di Torino, invadendo con il fango dell’Arno le biblioteche di Firenze, devastando la Biblioteca della duchessa Anna Amalia di Weimar...
A parlare del complesso rapporto fra Potere e Sapere è la Biblioteca di via Senato di Marcello Dell’Utri con la mostra «Un libro in maschera»: «un’opera di riparazione» compiuto da artisti bibliofili alla distruzione del libro nel XX secolo. Bruciare un libro vuole dire bruciare un uomo: genocidi di carta e spesso di esseri umani sono stati compiuti illuminando il buio di Berlino con il rogo dei «libri degenerati», oppure cancellando la memoria dell’Estonia e della Lituania, nonché quella Yiddish nell’Unione sovietica; hanno attraversato la Cina della rivoluzione culturale distruggendo la sapienza buddista e la poesia feudale, distrutto la biblioteca di Phnom Pen e quella di Sarajevo, di Kabul, Herat, Pul-i-Khumri, violato luoghi di cultura e di culto. E spesso ricordando tutto ciò viene da chiedersi fino a quando il libro sfuggirà alla distruzione totale che Ray Bradbury aveva profetizzato con Fahrenheit 451...
«Un libro in maschera», a cura di Gioia Mori, prende il titolo dall’opera verdiana e dall’omonimo testo di Raffaele De Bernardi e a conti fatti la mostra è proprio un ballo in maschera di «libri felici», pensati e/o creati dagli artisti chiamati a rappresentarli per ridare memoria, arginare il disastro, liberare le parole in essi contenute, dare vita ai sogni e giocare con metamorfosi e inganni. «I libri sono di chi li legge» ha sostenuto tempo fa Andrea De Carlo. «I libri hanno gli stessi nemici degli uomini: il fuoco, l’umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto» diceva Paul Valery e Heinrich Heine sosteneva che «dove si bruciano libri, si finisce per bruciare anche gli uomini». Ma forse la frase che più di ogni altra ci fa capire che cosa è un libro è quella di Gustave Flaubert: «Non leggete, come fanno i bambini per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No. Leggete per vivere».
Tra i 25 artisti partecipanti che con le loro opere re-interpretano e re-inventano attraverso l’uso di materiali e tecniche inaspettate l’oggetto-libro: Mirella Bentivoglio, Federica Marangoni, Greta Schodl, Franca Sonnino, Araki Takako, Emilio Vedova, Giuseppe Mastrangelo, Chiara Diamanti, Giulio Paolini, Lu Tiberi, Fortunato Depero. E ancora: Filippo Tommaso Marinetti, Bruno Munari con la sua «Anguria lirica» del 1934, Tullio D’Albissola, Pietro Consagra, Christo, Giulio Paolini con «L’arte e lo spazio» dell’83, Arnaldo Pomodoro con il suo «Foglio», una pagina di bronzo argentato solidificata in una fusione del 1966... Opere che sfilano lungo il percorso della mostra suddiviso in cinque sezioni: «La biblioteca entropica», «L’inferno del bibliofilo», «L’infinito intrattenimento», «Gli indomabili» e «La rivolta degli angeli».
Dai libri-opere d’arte ai libri “classici”: accanto alle opere degli artisti sono esposte copie rare di titoli “a tema”: da Libro in maschera del 1983 di Raffaele De Bernardi al testo di Charles Asselineau L’inferno del bibliofilo del 1860, da L’infinito di Leopardi e Parole in libertà futuriste tattili del 1932 di Marinetti fino a Le bibliomane del 1831 di Charles Nodier, o Il Bibliotecario di Wolfangang Lazius, medico storiografo e bibliofilo tra Sei e Settecento, e persino il celebre dipinto cinquecentesco realizzato dall’Arcimboldo che raffigura l’equivalenza tra essere umano e libro. Perché poi un uomo è anche ciò che legge...
Un libro in maschera
Biblioteca via ASeanto
Fino al 21 settembre
Info: 02.76215314-323