Ballottaggi, crollo dei votanti (-7%) Oggi i "verdetti" di Genova e Parma

Alle comunali la partecipazione cala di oltre sette punti rispetto al primo turno di due settimane fa. Nella sfida per la provincia del capoluogo ligure flessione dell’otto per cento, il centrodestra spera. Si vota fino alle 15. La <a href="/web/img/mappavoto.jpg" target="_blank"><strong>mappa del voto</strong></a>

Milano - Operazioni regolari e affluenza in forte calo rispetto a due settimane fa. Questa in sintesi la giornata elettorale di ieri in provincia di Genova, negli otto capoluoghi e negli altri 61 comuni chiamati alle urne per il ballottaggio. In totale gli elettori interessati sono oltre due milioni e 800mila. Secondo il ministero dell’Interno alle 22 aveva votato il 33,37% degli elettori di Genova e provincia, contro il 40,26 del primo turno, mentre nei comuni era andato alle urne il 44,92% contro il 54,45 di due settimane fa.

La sfida in Liguria. L’elezione del presidente della Provincia di Genova è sicuramente il duello politicamente più importante. Perché l’uscente Alessandro Repetto ricandidato dall’Unione vanta su Renata Oliveri (candidata dal centrodestra) un vantaggio tutt’altro che rassicurante: il primo due settimane fa ebbe il 49,06% dei voti, la seconda il 46,38%; e perché l’eventuale sfratto del centrosinistra dal governo di un sua tradizionale roccaforte trasformerebbe il risultato negativo ottenuto nel Nord al primo turno, segnato dalle sconfitte di Asti, Alessandria, Como, Monza, Verona e Gorizia e delle Province di Vercelli, Varese e Como, in un disastro che avrebbe effetti anche sul cosiddetto quadro politico nazionale, ovvero sull’esecutivo di Romano Prodi.

I duelli nelle città. Affluenza più alta, ma sempre in calo rispetto al primo turno, nei due capoluoghi emiliani chiamati al voto. A Piacenza, dove si confrontano il sindaco uscente Roberto Reggi del centrosinistra (48,68% al primo turno) e Dario Squeri del centrodestra (44,34%), il dato delle 22 era del 54,74%, contro il 59,84 del primo turno; a Parma, dove sono in lizza Piero Vignali, centrodestra (45% al primo turno) e Alfredo Peri, centrosinistra (37,6%), l’affluenza è stata del 50,40% contro il 56,79% del primo turno. Due capoluoghi al voto e votanti in calo anche in Toscana: Lucca (dove alle 19 era andato alle urne il 43,76% contro il 49,27 di due settimane fa) e Pistoia (42,20% contro 49,40). A Lucca il centrodestra sostiene Mauro Favilla (che al primo turno aveva conquistato il 48,03% dei voti) e il centrosinistra Andrea Tagliasacchi (42,79%). A Pistoia il sindaco uscente del centrosinistra, Riccardo Berti parte dal 48,08% mentre lo sfidante del centrodestra, Alessandro Capecchi, il 36,21%.

A Latina, dove l’affluenza delle 22 era stata pari 44,86% (contro il 60,77 al primo turno), a contendersi la vittoria sono il sindaco uscente del centrodestra, Vincenzo Zaccheo, che due settimane fa si è fermato a pochissimi voti dalla rielezione, e Maurizio Mansutti, il più votato dei due candidati del centrosinistra. A Matera, dove si sfidano Franco Dell’Acqua per il centrosinistra ed Emilio Buccico per il centrodestra e il pronostico è decisamente più incerto, ha votato 53,79% contro il 59,89 di due settimane fa. A Taranto il ballottaggio è monopolizzato dalla sinistra, che esprime entrambi i candidati sindaco (Ippazio Stefàno e Giovanni Florido) e l’affluenza è stata del 33,66% contro il 48,92 del primo turno.

A Oristano, infine, la competizione è fra Angela Nonnis per il centrodestra e Marino Marchi per il centrosinistra e alle 22 aveva votato il 44,53% degli elettori contro il 54,23 di due settimane fa. La Nonnis parte in vantaggio ma Marchi ha concluso un accordo politico che potrebbe ribaltare la situazione.