Balotelli bamboccione E Mou non lo perdona «Scelgo i più intelligenti»

Ci risiamo. Mourinho contro Balotelli, un film che non riesce a trovare il suo giusto epilogo. E mercoledì sera è andato in scena un nuovo spezzone della saga nerazzurra.
Calcio d’angolo per la Fiorentina: Balotelli, che ha perso una lente a contatto in un duro scontro contro Natali, si attarda a metà campo; Mourinho, che fino a quel momento aveva seguito la partita in silenzio, spalle appoggiate alla panchina, inizia a inveire contro l’attaccante e, con ampi gesti, gli ordina di rientrare a difesa della porta nerazzurra. Il ragazzo si alza, guarda l’allenatore, sbuffa e, placido, placido, fa il suo dovere. Troppo tardi. Il portoghese non tradisce il proprio credo da sempre utilizzato col 19enne, tanto bastone e poca, pochissima carota, e nel giro di un minuto lo sostituisce con Thiago Motta. E quando il quarto uomo mostra il display luminoso con il numero 45, la reazione di Balotelli è un remake di scene già viste più volte: lancia i guanti per terra, neanche uno sguardo all’allenatore, dritto negli spogliatoi, lasciandosi scappare un eloquente «Ma questo qui che c... vuole?», passando davanti la panchina.
Una scenata che Mourinho (ieri il tecnico è stato multato di 13mila euro dalla Federcalcio per le offese al giornalista del Corriere dello Sport, Andrea Ramazzotti; ammenda di 20mila euro anche per l’Inter) non ha mancato di stigmatizzare, assestando al giocatore una nuova tirata d’orecchi: «Se Mario è arrabbiato, sono problemi suoi. L’ho tolto perché la squadra faticava a gestire il pallone. E in questo Pandev e Milito sono più intelligenti di Mario» le motivazioni dell’allenatore a fine partita prima di spiegare nuovamente a SuperMario la propria filosofia: «Nei miei schemi i giocatori devono sempre difendere, anche se hanno un problema, se si sono fatti male o hanno perso una lente a contatto. Prima devono difendere poi vengono gli altri problemi».
Ennesimo capitolo di un amore mai sbocciato, nonostante i gol e le invenzioni di Balotelli abbiano già più volte salvato l’Inter e Mourinho in questa stagione, vedi la sfida decisiva con il Rubin Kazan di Champions, vedi la rete contro il Chievo il giorno della Befana. Eppure SuperMario, che nella gerarchia degli attaccanti è stato scavalcato pure da Pandev, con il ritorno di Eto’o dalla coppa d’Africa rischia di trovare sempre meno spazio. Tanto più che Mourinho non ha mai mancato di criticare il giovane, come quando, dopo la partita con la Roma, definì la partita di Balotelli «vicina allo zero», come quando non lo convocò perché accusato di non allenarsi bene.
Una nuova gatta da pelare per l’Inter e, soprattutto, per Massimo Moratti, da sempre strenuo difensore del giovane Balotelli: lunedì sera l’ha persino accompagnato a ricevere un premio. Per il momento la società non ha commentato il nuovo vis-à-vis tra i due (solo Materazzi è intervenuto: «è un bambinone che vuole sempre giocare»), ma nei prossimi mesi Moratti dovrà lavorare sodo per ricucire il rapporto: impensabile immaginare una nuova stagione seguendo questo canovaccio. O si cambia, o uno dei due dovrà fare le valigie. E non sarà un lieto fine.