Balotelli e le tre regole del "Mourinho pensiero"

SuperMario finalmente convocato: contro il Lecce potrebbe anche scendere in campo. "In questo momento fa quello che voglio perché glielo dico io. Ma se non gli sto dietro..."

È tutto molto semplice, nella vita di Josè Mourinho esistono solo tre momenti: «Non fai quello che voglio, fai quello che voglio perché te lo dico e lo fai senza che io ti dica nulla». Per fortuna sua Mario Balotelli è salito al secondo livello e per questo domani a Lecce sarà quantomeno in panchina, se non addirittura in campo. «Ogni minuto in allenamento gli dico quello che voglio. Se arriva al terzo livello sarà il giocatore che tutti dicono può diventare, ma io sono felice già a questo punto».

Insomma: domani l'Inter, con le assenze di Julio Cruz e Adriano, potrebbe vedere SuperMario in campo. Anche se Mourinho ha specificato che «per essere convocati non bisogna arrivare a quel terzo livello ma basta fare quello che ha fatto lui in allenamento questa settimana, le assenze non c'entrano». Eppoi: «Penso che tutti intorno a lui siano responsabili dei suoi lati positivi e negativi, anche voi», ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti. «È giovane, ma se le aspettative sono alte è perché lui ha il potenziale per diventare un grandissimo giocatore. Questa settimana è stata molto positiva perché si è allenato molto bene, ma è un pò in ritardo. C'è però la sensazione che se non gli sto dietro ogni minuto lui perde la strada. Per me la soddisfazione totale sarà quando capirà tutto da solo, ma questa settimana ha lavorato bene».Punto e capo, dunque, perché con Adriano ancora squalificato e leggermente infortunato a una caviglia, Balotelli potrebbe essere l'arma in più per l'Inter in vista del derby di domenica prossima: «Ma per il momento si pensa solo al Lecce. La situazione è molto positiva, anche dopo il pari col Torino: i "se" nel calcio non esistono. Ci sono sei punti di vantaggio sul Milan, loro sarebbero felici di essere al nostro posto. Anche la Juve che è a -7».

Ecco allora il Lecce di «Barnetta», il tecnico con cui Mourinho ebbe un battibecco a distanza dopo la partita: «Cosa penso di Beretta? È un allenatore del nostro campionato, con qualità, ha avuto la fiducia della sua società in un momento difficile e ha risposto con i punti. Ha molte speranze di finire bene questo campionato e poi è simpatico, l'ho incontrato al meeting tra allenatori e arbitri». Resta da capire se sarà simpatico anche domani sera.