«Balotelli? Finché gli parlo, è tutto ok»

nostro inviato ad Appiano Gentile

«Quando sono andato al campo per prendere mio figlio - ha raccontato Josè Mourinho -, molti genitori mi hanno ringraziato perché i loro figli gli avevano già domandato che cosa erano i neuroni. In certi casi, sfruttando la visibilità dei nostri ruoli, dobbiamo fare anche delle operazioni culturali...». E dopo aver contribuito anche alla alfabetizzazione delle nuove generazioni, a Josè rimane ancora poco altro da fare. È il suo momento, gli gira tutto attorno, un nuovo buonismo tutto da riscoprire, Lotito si è detto pronto a riabbracciare Ledesma, e se dovesse riuscirci significa che glielo allena gratis per cinque mesi, Allegri ha fatto sapere che oggi a San Siro gli stringerà la mano e perfino Felipe Melo, dal Brasile, ha detto che la differenza fra loro e l’Inter è Mourinho. Su Balotelli non ha neppure avuto bisogno di star lì a menarsela più di tanto, l’aria è girata, non è più il grandone che se ne approfitta, no, la gente, la maggior parte, adesso sta con lui: «Non so cosa intendiate», ha commentato, ma qui ha finto di essere stordito. In 59 partite di campionato si è portato a casa 133 punti, qualcuno timidamente sta iniziando a valutare diversamente la qualità del suo gioco e mentre scaricava il suo pensiero ad Appiano Gentile, Massimo Moratti con un’azione a tenaglia gettava nello sconforto i promotori della catastrofe: «Balotelli è un patrimonio di questa società - ha detto il presidente -. Josè Mourinho è il nostro segreto. Stanno lavorando in un’unica direzione e mi sembra di capire che Mario stia convincendosi che la sua professionalità passi anche da certe esperienze e questi ostacoli».
La storia delle lenti a contatto meriterebbe un approfondimento: risulta che Balotelli le porti? E se fossero cosmetiche, come qualcuno sussurra, allora Josè avrebbe proprio stravinto: «Ma Balotelli non è un caso - ha spiegato -. Questa settimana si è allenato a modo suo, con l’intensità sua che non è quella degli altri. Ma per me è stato positivo e non andrà in tribuna. Vi spiego cosa è successo con la Fiorentina: non volevo rischiare, Pandev era dentro da dieci minuti, Milito è Milito, Balotelli non era mentalmente disposto a soffrire. Quando vai in difficoltà non hai più energie da spendere, così è uscito lui. Ma dovrà iniziare a preoccuparsi solo quando io non avrò più niente da dirgli». Argomento John Terry: «Al Chelsea - ha ricordato Josè -, non c’era un giocatore come Zanetti, intoccabile nel suo ruolo di capitano. Ho parlato con tutti i giocatori, alla fine potevo dare la fascia a lui o a Lampard, ho scelto Terry e nei successivi tre anni ho sempre pensato che fosse stata una scelta perfetta. Non esiste una grande squadra senza un grande capitano. Il resto chiedetelo ai miei successori». Il Chelsea si avvicina dopo un gennaio da urlo, sei partite cinque vittorie, febbraio è iniziato bene con la Fiorentina, ora ci sono nove punti di campionato nel giro di una settimana: «Ma noi stiamo bene, non abbiamo alibi, non siamo stanchi». Non c’è ancora Stankovic, squalificati Lucio e Sneijder, convocato Eto’o.