Balotelli: «La mia scuola? Senza i bulli»

Da un esame all’altro. Dal calcio alla scuola. Archiviata con la finale del campionato Primavera (questa volta in perdita) la stagione calcistica, Mario Balotelli si è presentato puntualmente ieri mattina all’Istituto Milano di via Guinizzelli per sostenere la prima prova scritta, il tema di italiano, per essere ammesso alla quinta, corso per periti aziendali. Meno di tre ore e già aveva consegnato il compito.
Lo abbiamo incontrato subito dopo. Mentre va a salutare Attilia Ferrari, la titolare della scuola. «Che tema hai svolto?». Sorride. «Il primo – risponde - “Se fossi ministro della pubblica istruzione”. E avevo un paio di cose importanti da scrivere. Perché se io fossi ministro vorrei innanzitutto una legge seria contro il bullismo. Adesso c’è troppo buonismo: io credo, invece, che se uno fa il bullo, subito, senza aspettare, la prima volta deve essere cacciato da tutte le scuole. Perché c’è una regola che i miei genitori mi hanno ben insegnato: il rispetto degli altri. E bullismo è la prima forma di mancanza di rispetto».
Lo studente calciatore ha poi scritto nel tema che vorrebbe varare un’altra legge: sullo sport a scuola. «Troppo poco lo spazio che c’è ora – dice –. Vorrei che nella scuola ci fossero dieci ore la settimana di sport...