Balotelli: «Più sport a scuola»

(...) Perché lo sport diventi una materia importante, come tutte le altre materie importanti. Perché la formazione fisica è basilare per la crescita di un ragazzo. E poi credo che sarebbe il modo per fare amare la scuola a tutti quei ragazzi che studiano a fatica e che finiscono per odiarla». Ancora pochi giorni per terminare gli esami di idoneità poi anche per Mario Balotelli incominceranno le vacanze. Dopo tante fatiche finalmente un po’ di riposo. Anche se avrebbe voluto continuare a faticare: «Per andare alle Olimpiadi – dice – con l’under 21. Ma per me i giochi sono vietati, perché sono nato e cresciuto in Italia, ma solo fra un paio di mesi, quando compirò 18 anni, potrò avere la cittadinanza italiana. Per una legge assurda che permette ad esempio a Camoranesi di essere considerato italiano solo perché ha un parente nato in Italia di poter vestire la maglia azzurra. Non lo discuto come calciatore, è un campione, ma perché lui sì e io no? Mi pare una grande ingiustizia». Ma a Mario o, come ormai viene chiamato, Supermario, mancata per forza di cose la partecipazione alle Olimpiadi, non mancano certo traguardi ambiziosi. «Quando in campo segno dei goal – continua – i tifosi si stupiscono perché non festeggio. Non festeggio per così poco, ho ben altri traguardi: partecipare ai campionato del mondo, vincere il pallone d’oro. Questi sono i veri successi di un calciatore». Ma accanto al calcio per Mario Balotelli c’è un impegno non meno importante: la scuola, appunto, e arrivare a una laurea. «Perché – dice – a un certo punto smetti di giocare, ma la vita continua. E deve essere pronto ad avere una competenza professionale».