Balotelli, show in lega e si riprende l’azzurro

Allora mister Guidolin, è Champions. Sembrava un sogno proibito e invece...
«Il sogno invece si è avverato, ma è stato lungo e sofferto e fino all’ultimo istante poteva anche svanire. Poi mi sono svegliato e il sogno si è trasformato in realtà. Certo che abbiamo fatto tutto piano piano, sempre in rimonta e, quando abbiamo raggiunto il punto salvezza, c’è stato il cambio di ritmo e delle ambizioni».
Si vede che è felice, ma quantifichi lei quanto.
«Il voto è 10 e la felicità è professionale. Ci sono tanti modi per gioire, questo è un soffio, un momento che ti riempie dentro e poi passa, ma lascia il ricordo di una stagione stupenda».
E adesso che farà? Gioia, salti, frizzi e lazzi?
«Mi riposerò per almeno un mese e mezzo, eliminerò tutte le tossine e mi divertirò a pedalare, il mio hobby preferito».
Ha sempre creduto in questa squadra malgrado le quattro sconfitte iniziali?
«Questi giocatori hanno grandi potenzialità. Hanno capito quali difetti togliersi esprimendo così le loro enormi qualità. La risalita è stata dura, come lo Zoncolan, ma poi è diventata una cavalcata».
Ha una dedica particolare da fare?
«Tante dediche, tanti da ringraziare, a cominciare dai giocatori che mi hanno seguito senza un se o un ma, ai miei collaboratori che sono professionisti veri e anche amici sinceri. E poi alla mia famiglia, alla società e allo straordinario pubblico del Friuli».
Ha toccato ferro dopo il palo esterno di Di Natale e il rigore sbagliato dal suo bomber?
«Quando l’ha sbagliato ho pensato che il destino ci obbligava a soffrire fino in fondo. Però che gioia dopo tanta sofferenza».
Sanchez è l’oggetto del desiderio di grossi club. Che farà il patron Pozzo davanti a un’offerta di 35 milioni?
«Intanto che si presentino con l’assegno pronto. E poi Pozzo è una persona intelligente e saprà cosa fare per il bene dell’Udinese. Certo che con la Champions davanti non penso che la squadra venga smantellata, anche se le richieste per i nostri giocatori sono davvero tante e potrà anche succedere che qualcuno vada in un grande club».
Merito suo che ha saputo far esplodere i vari Sanchez, Inler, Benatia, Armero; rispolverato Pinzi e tanti altri.
«Ho fatto solo il mio mestiere, ma le doti dei singoli erano enormi».
Che rinforzi si aspetta ora?
«Adesso non ci penso proprio, voglio solo godermi questo momento tanto bello e intenso con la mia famiglia. A rinforzare la squadra ci penserà la società, così bene come ha fatto in questi anni».
E del Guidolin stile Boateng che si dà al balletto sudamericano sulla passerella con i giocatori cosa ha da dire?
«Dai, stendiamo un velo pietoso, l’avevo promesso ma come ballerino sono davvero una frana».
Meglio il Guidolin allenatore di calcio o il Guidolin ciclista?
«Come tecnico sono uno dei tanti e non mi lamento, ma come ciclista ultracinquantenne sono il più forte di tutti. In montagna non ho rivali. Sì, almeno sulla bici sono proprio il migliore»